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CACCIA, WWF: PREAPERTURE DANNO INCALCOLABILE PER LA FAUNA ITALIANA
NEMMENO I RISCHI SANITARI FERMANO I CACCIATORI, CHE IN TOSCANA E MARCHE POSSONO SPARARE ALLE ANATRE, POSSIBILI VETTORI DI INFLUENZA AVIARIA
WWF assegna maglia nera a Calabria, Basilicata e Marche, bene solo la Sardegna, unica regione a rispettare la Legge sulla caccia. Specie: rischiamo di perdere la lepre italica
Si ripete come ogni anno lo scandalo delle preaperture: in 17 regioni due settimane di caccia in piu’, escludendo i giorni di silenzio venatorio (per legge la stagione venatoria si apre la terza domenica di settembre), che rappresentano un danno incalcolabile per la fauna selvatica: molte specie hanno ancora i piccoli in fase di dipendenza dai genitori, altre come quaglie e tortore si accingono a ripartire per l’Africa, inoltre l’inserimento di alcune specie (tortora, colombaccio) avviene senza alcuna conoscenza specifica dello status delle popolazioni. In molte regioni le preaperture sono state decise in palese contrasto con i pareri dell’INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) come Basilicata (preapertura a tutte le specie cacciabili), Marche (si spara a 19 specie, 4 in deroga) e Calabria, dove il parere INFS non e’ stato nemmeno richiesto e il WWF ha fatto ricorso al TAR: a queste tre regioni il WWF assegna la “maglia nera”, al pari della Provincia di Bolzano che ha autorizzato la caccia in deroga e fuori periodo a marmotte, tassi, stambecchi e aironi cenerini immaturi. Unica regione virtuosa la Sardegna, dove, vera mosca bianca, e’ stato deciso il completo rispetto della legge nazionale (157/1992), dunque si sparera’ da domenica 18 settembre.
“Nemmeno i rischi sanitari fermano i cacciatori italiani – accusa il Presidente del WWF, Fulco Pratesi - : sappiamo bene come anche specie selvatiche, migratori provenienti dall’est europeo quali le anatre, siano possibili vettori del virus dell’influenza aviaria, in quanto nei paesi dell’estremo oriente entrano in contatto con specie d’allevamento all’aria aperta. Eppure con assoluta mancanza di coscienza e senso di responsabilità, la Toscana autorizza la preapertura ad anatidi quali alzavola, germano reale e marzaiola, mentre nelle Marche si può sparare dal 1 settembre a mestolone e marzaiola. Almeno quest’anno, in attesa che si conoscano meglio i rischi di una seria pandemia, mettiamo avanti a tutto le ragioni della salute pubblica. Evitiamo di aprire la caccia a quelle specie migratrici che possono essere causa di seri rischi sanitari, se non vogliamo mettere in discussione le ricerche e gli allarmi lanciati a livello internazionale come in Italia, dove le ricerche condotte da 12 anni nelle Oasi WWF da esperti virologi dell’Universita’ di Bologna hanno evidenziato come la febbre si diffonda “ sulle ali delle anatre”. Le preaperture sono inoltre un vero favore al bracconaggio: specie protette quali rapaci e cicogne, che in questo periodo riprendono il viaggio verso l’Africa, possono essere prese di mira dai bracconieri senza dare nell’occhio.
L’INFS ha dato parere negativo sull’apertura anticipata alla starna (specie praticamente estinta a livello nazionale e sorretta solo da discutibili ripopolamenti) alla quaglia (in forte regresso: il suo status di conservazione a livello europeo e’ critico), mentre ha manifestato forte preoccupazione sulla densita’ della lepre italica (lepus corsicanus), arrivando a richiedere l’adozione di misure per la salvaguardia e il recupero di questa specie endemica ormai minacciata in tutta l’Italia centro-meridionale. Il WWF chiede che venga protetta questa recente acquisizione della fauna italiana, che rischia di estinguersi vista la difficolta’ di riconoscimento rispetto alla lepre comune: in particolare queste misure di salvaguardia vanno prese in Sicilia, dove la totalita’ del prelievo venatorio avviene proprio su lepri della specie “italica”.
SEGUE SCHEDA: LA CACCIA REGIONE PER REGIONE
Roma, 30 agosto 2005 – Ufficio stampa WWF 06 84497266 www.wwf.it |