Nel
Consiglio dei Ministri n. 10 del 4 agosto 2006, il
Governo ha approvato un decreto-legge urgente
(esecutivo appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale
ma da convertire in legge entro 60 giorni), avente
per oggetto "Disposizioni urgenti per assicurare
l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alla
direttiva 79/409/CEE".
Il provvedimento, licenziato su
proposta dei ministri delle Politiche Agricole,
dell'Ambiente e delle Politiche Europee e frutto di
faticose mediazioni sino all'ultimo minuto, èla
risposta governativa alla recente messa in
mora della Commissione UE contro l'Italia per le
numerose violazioni alla
Direttiva "Uccelli" 79/409 di cui
Tutelafauna ha offerto un'approfondita sintesi.
La denuncia della Commissione riguarda sia diversi
aspetti puntuali della 157/92 – che restano ancora
da correggere – sia la diffusa illegittimità dei
provvedimenti regionali di caccia in deroga che
hanno trasformato l'eccezionalità concessa dalla
normativa Europea in normalità, reintroducendo in
maniera stabile tra quelle cacciabili delle specie
che devono invece godere di un regime generale di
protezione.
Molte Regioni, tra cui
Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Emilia Romagna e
Liguria, hanno negli ultimi anni disinvoltamente
ampliato l'elenco delle specie cacciabili col falso
pretesto del prelievo misurato in condizioni di
rigido controllo di "piccole quantità" di uccelli
selvatici o di prevenzione di generici danni
all'agricoltura. La
realtà si era invece tradotta in una surrettizia
estensione del novero delle specie cacciabili, con
abbattimenti generalizzati di milioni di esemplari
di fringuelli, peppole, passeri, storni, e di
migliaia di esemplari di altre specie come tortora
dal collare orientale e cormorano.
Il decreto legge – e
contemporanea presentazione di un Disegno di Legge
- così come illustrato per sommi capi durante la
conferenza stampa del primo
pomeriggio del 4 Agosto trasmessa dal sito
www.governo.it, da una parte pone una serie di
vincoli ad attività di forte impatto ambientale
all'interno della ZPS e dall'altro sospende
l'efficacia di tutti i provvedimenti di deroga
rispetto alla 157/92 assunti dalle Regioni.
Per quanto riguarda le ZPS,
che coprono in Italia una superficie di circa 4
milioni di ettari particolarmente concentrate sulle
zone umide e per cui una recente
sentenza del TAR Lazio, confermata dal Consiglio di
Stato aveva sancito il divieto
di caccia in assenza di specifiche regolamentazioni,
in conferenza stampa sono state citate alcune delle
nuove limitazioni imposte. Nessuna
pre-apertura, nessuna competizione di mezzi
fuoristrada, divieto di apertura di discariche e
altri impianti per il trattamento dei rifiuti.
Il provvedimento potrebbe anche comprendere – ma in
conferenza stampa per brevità non se ne è fatto
cenno – anche altre limitazioni all'attività
venatoria, quali un periodo di caccia limitato tra
ottobre e dicembre, due sole giornate di caccia da
appostamento nel mese di gennaio e la tutela di
alcune specie (Pernice Bianca, Combattente
e Moretta ); inoltre viene
stabilita la chiusura delle deroghe per "l'impiego
misurato" a scopi ludici di specie selvatiche
(quelle che si richiamano all'art. 9, comma 1°-
lettera c) della Direttiva 79/409), mentre rimangono
possibili procedure per l'abbattimento strettamente
motivato di esemplari di specie che arrecano danno
all'agricoltura: per averne conferma sarà comunque
necessario disporre del testo definitivo.
Per quanto riguarda la
caccia in deroga,
il provvedimento sospende gli effetti di
tutte le norme regionali assunte in deroga
all'ordinamento europeo, dando tempo alle Regioni 90
giorni per adeguare le proprie norme regionali a
quelle europee. Questo dovrebbe significare
nessuna pre-aperture e niente caccia in
deroga in Italia per questa stagione venatoria.
Anche in questo caso, erano circolate voci in merito
ad ulteriori contenuti del provvedimento, quali
l'obbligo del parere conforme (e non più solo
consultivo, aggirabile anche quando contrario)
dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica prima
che sia adottino nuove deroghe regionali.Tutelafauna
metterà a disposizione il testo del decreto legge
appena disponibile nella sua versione definitiva.