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Comunicato stampa, 30/6/2005

 

Domani la Giunta regionale predispone il calendario venatorio 2005/06.

Anomalo disegno di legge regionale per aggirare le osservazioni dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica, e “blindare” da ricorsi al t.a.r. le norme per il prossimo autunno “calibro 12”.

 

   Chi pensava che le priorità politiche in Regione Liguria fossero “cosette” come la sanità o il lavoro rischia di apparire un po’ ingenuo. Le prime proposte di legge depositate in Regione riguardano infatti ,ancora una volta, la perenne deregulation della caccia nella nostra Regione.

   Incalzato in III Commissione consiliare dalle primissime proposte di legge dei consiglieri regionali cacciatori, il leghista Bruzzone e i forzisti Orsi e Rocca,  l’Assessorato all’Agricoltura replica predisponendo un proprio disegno di legge che approderà in seduta di giunta domani, per poi essere trasmesso al Consiglio Regionale.

 

   Due le assurde novità predisposte dall’assessore Cassini :

-          una norma del tenore: “Più fagiani per tutti”, che abolirebbe il divieto di immettere selvaggina “pronta caccia” sul territorio dopo il 31 agosto (norma che serviva ad evitare dispendiosi ed inutili lanci di selvaggina allevata pochi giorni prima dell’apertura della caccia, o durante la stagione in corso).

-          Una ben più grave, quanto anomala procedura, volta ad approvare le regole della stagione di caccia 2005/06 (dalla 3° domenica di settembre al 30 gennaio) non più con atto amministrativo, ma tramite legge regionale. Una procedura “blindata” e sproporzionata (il calendario  venatorio si vara con decreto presidenziale), che tradisce la paura di ricorsi al TAR nel caso di un provvedimento illegittimo approvato con atto amministrativo che ignori i rilievi del mondo scientifico.

 

   La nuova amministrazione sembra infatti intenzionata a non tenere  conto del parere obbligatorio dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, che anche quest’anno ha formulato diversi rilievi rispetto alla bozza di regolamentazione della prossima stagione di caccia.

    L’ INFS, in sintesi,  suggerisce infatti alla Regione, con parere 27/6/2005 prot. 4295/T-A11, di:

-          tutelare la starna e la pernice rossa, in forte rarefazione in Liguria

-          anticipare a dicembre la chiusura della caccia alla beccaccia, in forte rarefazione in tutta Europa;

-          subordinare ad ulteriori ricerche l’aumento della pressione venatoria sui migratori nei mesi di ottobre e novembre, quando la Regione autorizza in deroga ben 5 giornate di caccia settimanali a testa per tutti i cacciatori, al posto del normale numero massimo di tre giornate di sparo alla settimana

-          ridurre di 15 giorni l’addestramento da caccia nelle settimane precedenti l’apertura per non disturbare troppo la fauna selvatica;

-          ridurre il tetto massimo di prelievo (carnieri) degli uccelli acquatici, giudicato sproporzionato sinora rispetto al ridottissimo numero di ambienti fluviali e zone umide in Liguria;

-          predisporre limiti massimi stagionali per gli abbattimenti di tordi (due specie animali tra le più soggette ad abbattimento in Liguria).

 

   Le associazioni ambientaliste WWF, ENPA, LAC ed Italia Nostra chiedono alla Regione di non ignorare il parere dell’INFS, e di dare segnali di svolta rispetto alla politica “spara-tutto” perseguita per anni dalla precedente amministrazione tra il 2001 e il 2004 (con il dimezzamento dei parchi, l’apertura della caccia a specie protette a livello europeo come il fringuello, l’introduzione delle illegittime cacce serali per mezzora dopo il tramonto che sono vietate dalla normativa venatoria statale, l’abrogazione del divieto di sparo sull’Alta Via dei Monti Liguri).

 

 

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