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Savona, 04 Agosto 2004

 

          

Al SINDACO del Comune di Savona

 

ALLA GIUNTA e  CONSIGLIO Comunale di Savona

 

Al SINDACO del Comune di Quiliano

 

ALLA GIUNTA e  CONSIGLIO Comunale di Quiliano

 

   Al PRESIDENTE della Provincia di Savona

 

       ALLA GIUNTA e  CONSIGLIO della Provincia di Savona

 

                   Al MINISTRO di Grazia e Giustizia

 

Ai SEGRETARI delle Confederazioni Sindacali

 

Al VESCOVO della Diocesi di Savona

 

Al PRESIDENTE delle Opere Sociali

 

 Agli Organi di stampa


 

Loro sedi

 

  

Oggetto: realizzazione di una nuova casa circondariale in Comune di Savona e Quiliano. Osservazioni e Proposte.

  

Premesso che

venuti a conoscenza di un progetto che prevede la realizzazione di una casa circondariale in Comune di Savona e Quiliano;

che da quanto emerso dagli organi di stampa le località additate per la realizzazione del penitenziario sarebbero indicate nei siti di  Passeggi e di Santuario e precisamente: 

 

-         per quanto riguarda la località Passeggi:

 

Il carcere sorgerebbe su un crinale impervio e boscato al confine fra i Comuni di Quiliano e Savona a poche centinaia di metri in linea d’area dalla sede dell’Ata. Oltre al carcere si tratterebbe di realizzare imponenti opere di urbanizzazione, in quanto la zona attualmente è priva dei collegamenti stradali che si renderebbero indispensabili per ospitare i detenuti. Per alcuni mesi si ipotizzò l’intenzione di realizzare il carcere nell’area dove sorge il complesso industriale della Metalmetron. La soluzione piaceva anche al ministero di Grazia e Giustizia perchè l’ex fabbrica era molto centrale e servita da ottime vie di comunicazione. Alla fine, dopo aver scartato tutto il possibile, venne individuato il crinale di Passeggi.

 

Considerando che

-         visto la notevole acclività ed impervietà dell’area e le ridotte dimensioni del sito;

-         i problemi logistici determinati dalla località prescelta, le carenze finanziarie, le problematiche legate anche alla mancanza di spazi per gli alloggi delle guardie, i laboratori, le aree per le attività di riabilitazione dei detenuti;

-         visto che l’area è attualmente anche ricoperta da boschi e vegetazione arbustiva e sottoposta a tutela ai sensi del Dlgs 42/04 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);

-         per la realizzazione dell’opera sarebbero necessari notevoli finanziamenti per poter eseguire impattanti opere di rimodellamento dei versanti con conseguenti asportazioni di notevoli quantità di terreno e con elevatissimi costi per le opere di urbanizzazione;

-         l’area interessata dalla prevista struttura, è sottoposta  a vincolo idrogeologico ai sensi della Legge 3267/23;

-         la zona è classificata come ANI-MA dall’assetto insediativo del PTCP;

-         l’area è ricompresa nei reticoli idrografici TORRENTE QUILIANO e RIO MADONNA DEL MONTE, iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, tutelati dal DLGS 42/04 art.142;

-         l’area è classificata a suscettività MEDIA al dissesto dal Piano di Bacino della Provincia di Savona;  

-         nell’area circostante in Comune di Quiliano è presente un sito archeologico denominato “San Pietro in Carpignano” individuato nel “PTCP Livello locale EMERGENZE E SISTEMI DI EMERGENZE”, tutelato in quanto sono presenti una Chiesa medioevale con sepolcreto tardoantico ed altomedioevale e resti di un insediamento abbandonato presso la via romana;

 

La scrivente Associazione considera inadeguata dal punto di vista logistico, paesaggistico-ambientale ed archeologico l’area in questione.

 

 

- Per quanto riguarda la località Santuario-Ca’ di Barbé :

secondo quanto riportato dagli organi di stampa l’idea del Ministero è quella di realizzare il penitenziario in un’area denominata “Campo dei francesi”, nella vallata dove è presente il complesso religioso del Santuario. Il progetto prevederebbe anche la costruzione di circa 150 alloggi per le guardie, una superstrada d’accesso che comporterebbe l’allargamento di tutti i quattro chilometri di strada tra Savona e il Santuario, ed una nuova arteria che colleghi la località Santuario con il luogo di realizzazione del carcere.

 

Considerato che

attualmente sono previsti nell’area del Santuario interventi volti alla riqualificazione, rivitalizzazione culturale, artistico e turistiche;

verrebbe così vanificato il progetto che prevede lo sviluppo della zona in chiave turistica e religiosa in un polmone verde giudicato tra i più incantevoli del comprensorio savonese.

 

Tenendo conto che

 

-         L’area non è idonea ad ospitare un opera edilizia di così grande impatto ambientale in quanto sono presenti problemi anche dal punto di vista idro-geologico e logistico;  

 

La scrivente Associazione considera inadeguata dal punto di vista logistico, paesaggistico-ambientale ed archeologico l’area in questione.

 

 

In merito alla costruzione di opere penitenziarie, si porta a conoscenza che

Simili strutture, per l'altezza, per la composizione in serie, introducono nel territorio scenari assolutamente inusuali che irrompono - con la forza delle loro gigantesche dimensioni fuori scala - nella visione paesaggistica. L'impatto, dunque, si ripercuote anzitutto sull'aspetto generale dei luoghi di insediamento, distruggendone il valore paesaggistico e panoramico e facendone decadere le vocazioni turistiche.
 
L’insieme delle infrastrutture che accompagnano necessariamente le case circondariali realizzate in aree naturalisticamente significative, esercita un impatto pesantemente negativo su flora e fauna. Ogni struttura richiede la realizzazione o adeguamento di strade, di manufatti. Sono opere che vanno a perturbare gravemente gli equilibri degli ecosistemi e che possono comportare danni ad intere comunità animali e vegetali. Vista la localizzazione della progettata struttura, risultano particolarmente a rischio associazioni vegetali ed animali oggetto di tutela. 

Inoltre per la realizzazione dell’infrastruttura vanno eseguiti scavi profondi che potrebbero recare danni alle falde vista la presenza in loco di reticoli idrografici.

 

Constatato che

- dal documento redatto tra le Strutture regionali del Dipartimento Pianificazione Territoriale e Urbanistica e la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici “CRITERI PER LA CORRETTA INTERPRETAZIONE E APPLICAZIONE DELLE NORME DEL PTCP” emerge che per le Aree non insediate da mantenere - (ANI-MA) del PTCP tale intervento non risulterebbe assentibile in quanto lo stesso PTCP prevede che vengano mantenuti sostanzialmente inalterati i caratteri della zona…": ciò significa non alterare in misura percepibile le connotazioni paesaggistiche dei luoghi quali la morfologia, la copertura vegetazionale, le visuali panoramiche, le linee di crinale…”;

- da la Convenzione Europea del Paesaggio firmata degli Stati membri del Consiglio d'Europa il 20 ottobre 2000, a Firenze, e l'Accordo Stato-Regioni (Accordo tra il Ministero per i beni e le attività culturali e le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio, del 19 aprile 2001) i quali riconoscono che il PAESAGGIO ha un importante ruolo culturale, ecologico, ambientale, economico e costituisce una RISORSA economica e occupazionale; la TUTELA del PAESAGGIO comporta il perseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile, basato su equilibrate relazioni uomo-ambiente.
Il paesaggio è visto sotto entrambi gli aspetti naturale e culturale e ne viene riconosciuto l'importante ruolo di interesse pubblico dal punto di vista culturale, ecologico, ambientale e sociale in quanto risorsa favorevole all'attività economica, la cui protezione, gestione e pianificazione contribuisce anche alla creazione di posti di lavoro.

 

visto che

 

-         l’attuale carcere di Sant’Agostino è un ghetto che chiede alternative e costringe il personale di polizia penitenziaria a lavorare in una struttura, indecente e vergognosa;

 

Alla luce di ciò la scrivente Associazione invita le S.V. ad individuare un’alternativa alle aree di Passeggi e Santuario, per i vari e ben noti problemi che comportano, trovando una soluzione diversa più compatibile dal punto di vista della conservazione dei beni ambientali, paesaggistici e della logistica; proponendo l’apertura di un «tavolo di concertazione» finalizzato a trovare una idonea soluzione.

Fiduciosi nell’accoglimento delle presenti richieste, si porgono distinti saluti

 

Il Responsabile WWF Sezione di Savona

                                                                                 Piombo Marco

 

                                          

 

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