Fondo Mondiale   

                per la Natura

 

 

 

 

Italia

SEZIONE REGIONALE LIGURIA

SEZIONE DI SAVONA

c/o ACLI provinciali

Via dei Mille, 4

17100 Savona

Telefono :  019/823708

Fax:     019/8402069

e-mail:  savona@wwf.it

                                                                                         Savona, lì 20/12/2004

 

Alla Provincia di Savona

Servizio Pianificazione Territoriale

 

e p.c.                            Alla Regione Liguria

Ufficio Valutazione Impatto Ambientale
 

Alla Regione Liguria

Ufficio Attività Estrattive

 

Oggetto: L.R. 21/2001 art.2, comma 8 (Varianti al Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava)) relative al realizzazione di un nuovo polo estrattivo in Comune di Bormida loc. Giambrigne (SV 6 bis).

Il sottoscritto Marco Piombo in qualità di Responsabile della Sezione WWF di Savona, sottopone all’esame dell’ufficio competente della Provincia la presente osservazione, di seguito, meglio specificata.

Premesso che

- recentemente è stata adottata con deliberazione del Presidente della Giunta regionale (deliberazione n. 666 del 25/06/04) la variante al Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava  ed al P.T.C.P. Nella variante è prevista la realizzazione di un nuovo polo estrattivo in Comune di Bormida loc. Gianbrigne (SV 6 bis);

in merito si ritiene osservare quanto segue:

-          dall’estensione e dalle modalità proposte dal Richiedente secondo quanto riportato dal parere regionale (deliberazione n. 666 del 25/06/04, Allegato B, Valutazione Istanze): le prescrizioni rese a suo tempo dal C.T.U. ( ..”volte  a limitare, per quanto possibile, l’utilizzo del materiale al solo fine di produzione di calce”) non sono condivisibili in quanto la realizzazione di un polo estrattivo nell’area, implicherebbe alterazioni molto marcate dell’assetto morfologico dell’area, visto l’andamento orografico, con notevole impatto da punto di vista paesaggistico-ambientale e del danno ambientale (per la parte naturalistica in particolare vegetazionale) che tale attività estrattiva provocherebbe.

 

 

 

 

Tenendo conto che

Attualmente l’area è sottoposta:

 

-          a vincoli ambientali imposti dal Dlgs 42/04 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali) in quanto area boscata;

-          a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D.3267/1923;

-          l’area è ricompresa nel reticolo idrografico del RIO CAVAZZOLI N°329 che ricade all’interno del previsto polo estrattivo, e del RIO DELLA CHIESA N° 327, iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 e tutelati ai sensi delle normative vigenti;  

-          nella zona sono presenti falde idriche che alimentano l’acquedotto;

-          la presenza di versanti ad accentuata acclività e totalmente ricoperti da boschi governati anche a ceduo;

 

Dalle norme di attuazione del PTCP (art.88 discliplina della cave a cielo aperto)  si evince che: ” comma 2. In sede di definizione progettuale delle opere dovrà essere verificata la compatibilità paesistica delle stesse con il contesto territoriale nel quale si collocano. Comma 3. Gli studi necessari alla definizione di cui al comma precedente dovranno essere condotti in modo da determinare, avuto anche riguardo alle esigenze di funzionalità, sicurezza e produttività dell'impianto, il minor danno possibile nei confronti dei paesaggio e dell'ambiente, da un lato, attraverso la scelta di tecniche di coltivazione che consentano di pervenire ad una configurazione tale da inserirsi adeguatamente nel contesto paesaggistico e, dall'altro, mediante fissazione di modalità e fasi di esecuzione che assicurino il progressivo recupero di soddisfacenti condizioni di qualità ambientale.

 

L’ambito, visto la valenza storico-paesaggistico-ambientale che ricopre, non può essere oggetto di una trasformazione così incisiva del territorio in quanto una sua coltivazione per l’estrazione di calcare, non ricompenserebbe l’elevato costo di eventuali disagi prodotti, in particolare con riferimento alla inadeguatezza della viabilità esistente, al transito dei mezzi pesanti funzionali all’attività di cava, all’interferenza con l’abitato (come citato in precedenza), all’impatto ambientale ed acustico. (stime del traffico veicolare pesante indotto, informazioni sulla viabilità di accesso, la stima degli impatti prodotti sulla stessa e sugli abitati attraversati).

Le forme di coltivazione e la configurazione finale del sito prospettato presentano condizioni di assetto negativo sia sotto il profilo funzionale che paesistico-ambientale.

Inoltre si ritiene osservare che

-da la Convenzione Europea del Paesaggio firmata degli Stati membri del Consiglio d'Europa il 20 ottobre 2000, a Firenze, e l'Accordo Stato-Regioni (Accordo tra il Ministero per i beni e le attività culturali e le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio, del 19 aprile 2001) i quali riconoscono che il PAESAGGIO ha un importante ruolo culturale, ecologico, ambientale, economico e costituisce una RISORSA economica e occupazionale; la TUTELA del PAESAGGIO comporta il perseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile, basato su equilibrate relazioni uomo ambiente. Il paesaggio è visto sotto entrambi gli aspetti naturale e culturale e ne viene riconosciuto l'importante ruolo di interesse pubblico dal punto di vista culturale, ecologico, ambientale e sociale in quanto risorsa favorevole all'attività economica, la cui protezione, gestione e pianificazione contribuisce anche alla creazione di posti di lavoro.

 

 

Alla luce di ciò
la scrivente Associazione invita codesto spett. Ufficio a formulare parere negativo alla realizzazione del nuovo polo estrattivo previsto considerando l’opportunità di promuovere e perseguire le seguenti finalità:

-          la tutela e valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, paesaggistiche e storico- 

     culturali del territorio;

 -   mantenimento di una qualità naturale-paesaggistica alta, principale vocazione di

      questo territorio e risorsa che intelligentemente gestita può divenire il motore

      dell’economia locale;

-          garantire in particolare e secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente per le specie e gli habitat presenti ed inseriti negli allegati delle direttive 92/43/CEE (relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche) e 79/409/CEE (relativa alla conservazione degli uccelli selvatici);

-          promuovere la conoscenza e la fruizione dei beni ambientali in forme compatibili con la loro tutela;

 

 

Fiduciosi nell’accoglimento delle presenti richieste, porgiamo distinti saluti.                                                                         

 

 

Il Responsabile della Sezione WWF di Savona

                      Marco Piombo 

 

 

Registrato come:

Associazione Italiana  per il

World Wide Fund For Nature

ONLUS

 

Nessun albero è stato abbattuto

per produrre questa carta 

riciclata al 100%

Il  Il WWF è presente in 96 Paesi e vive del contributo dei pro   propri sostenitori.

    Per il versamento di quote sociali e don  donazioni :

·          conto corrente postale n. 323006

·          conto corrente bancario n. 2000 presso l’Istituto
Bancario S. Paolo di  Torino

 

L’Associazione riceve lasciti testamentari

 

Ente morale riconosciuto

con decreto  Presidente

della Repubblica Italiana

n. 493 del 4 aprile 1974.

C. F. 80078430586

 

Schedario Anagrafe Nazionale

Ricerche N. H 1890AD2                     Pagina 3                   19/06/2005Ricerche N. H1890AD2