Fondo Mondiale                                                                                       Gruppo Speleologico Savonese DLF

per la Natura Italia                                                                                   c/o Dopolavoro Ferroviario Savona              

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LASA Laboratorio  di Antropologia                                                            Comitato Territoriale                                                        

Storica e Sociale delle Alpi Marittime                                                        Savonese per il Contratto                                                

via Colombo 23 Zuccarello (SV)                                                                Mondiale dell’Acqua                                                         
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                                                          Savona, lì 14/08/04

Al  Sig. Sindaco del Comune di Zuccarello

e p.c.

Alla Regione Liguria

Ufficio Valutazione Impatto Ambientale
Dott.ssa Gabriella Minervini

 

 Al Presidente della Provincia di Savona

 

Oggetto: osservazioni ai sensi della L.R. 21/2001 art.2, comma 7 ((Varianti al Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava)) relative alla apertura di un nuovo polo estrattivo in Comune di Zuccarello località Isola.

I sottoscritti Marco Piombo in qualità di Responsabile della Sezione WWF di Savona, Danilo Bruno in qualità di responsabile del LASA, Rinaldo Massucco in qualità di Responsabile del Gruppo Speleologico Savonese DLF, Roberto Melone in qualità di Referente del Comitato Territoriale Savonese per il Contratto Mondiale sull’Acqua; nei termini previsti dalla vigente normativa sottopongono all’esame del Consiglio Comunale la presente osservazione, di seguito, meglio specificata.

Premesso che

recentemente è stata adottata con deliberazione del Presidente della Giunta regionale (deliberazione n. 666 del 25/06/04) la variante al Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava  ed al P.T.C.P. Nella variante è previsto l’inserimento di un nuovo polo estrattivo di calcare alternativo all’adiacente Cava denominata ISOLA (SV 37). La coltivazione del nuovo polo avverrebbe ad imbuto e sarebbe collegata agli impianti esistenti tramite galleria. 

In merito si ritiene osservare quanto segue:

 

E’ assolutamente necessario che la pianificazione in materia estrattiva sia coordinata e coerente con gli altri strumenti di pianificazione del territorio già esistenti adottando delle misure precauzionali di salvaguardia ambientale.

E’ necessario innanzitutto destinare adeguate risorse alla effettuazione di studi idrogeologici che ridefiniscano con precisione le aree a vulnerabilità elevata, vietando l’ampliamento o la realizzazione di nuove delle cave in esercizio che vi ricadano, anche perché a volte le aree di cava, se non vengono prontamente riambientate, possono essere oggetto di fenomeni di disseto erosivo ed idrogeologico e/o venire abusivamente utilizzate come discariche illegali di rifiuti, anche pericolosi, con grave pregiudizio per l’ambiente e quindi per la salute umana. Uno strumento nuovo ed importante dal punto di vista paesaggistico è l’indice di visibilità, un parametro matematicamente definito in grado di definire, con criteri non soggettivi, l’impatto visivo che l’area di cava avrebbe sul paesaggio.
Anche qui, però, tale parametro deve essere effettivamente utilizzato per definire l’impatto complessivo della cava e valutarne l’ammissibilità, e non solo per progettare quinte di mascheramento la cui efficacia è tutta da dimostrare, specie nel breve e medio termine.

Aggiustando la stima in considerazione del fabbisogno regionale e dei territori strettamente limitrofi alla Regione Liguria, è necessario porre un limite all’escavazione che sia – con opportuni coefficienti correttivi in funzione dell’attendibilità del dato – conforme al fabbisogno stimato.

Cioè una volta raggiunta tale quota, non deve essere consentito un ulteriore ampliamento delle attività estrattive, riferito a nuove cave o ad ampliamenti di cave esistenti, tale che la produzione ecceda il fabbisogno regionale stimato.

In merito alla prevista realizzazione di un polo estrattivo, constatato che:

l’estensione e le modalità proposte dal Richiedente secondo quanto riportato dal parere regionale (deliberazione n. 666 del 25/06/04, Allegato B, Valutazione Istanze) “…implicano tuttavia alterazioni molto marcate dell’assetto morfologico dell’area, visto l’andamento orografico ed essendo la componente a fossa del progetto marginale rispetto  all’interessamento di versante, risulterebbe un taglio di crinale visibile da tutta la piana sottostante, e in parte all’abitato di Castelvecchio di Rocca Barbena..” e continua “.. tale effetto non sembra essere mitigabile e risolvibile con il ripristino finale, successivo alla cessazione dell’attività estrattiva. E’ necessario rivedere la soluzione proposta allo scopo di trovare soluzioni alternative maggiormente sostenibili e meglio inseribili nel contesto morfologico e ambientale”

per quanto concerne la compatibilità di tale previsione con la natura  sottoposta a regime di tutela nonché con riferimento alle criticità pasesaggistico-ambientali,  tali interventi non possono essere compatibili con le caratteristiche del Sito di interesse Comunitario identificato in zona. Difatti il progetto, se attuato, comporterebbe rilevanti sacrifici di aree naturali boscate, comprese alcune  aree di particolare valore naturalistico per la presenza di biocenosi pregiate di interesse Comunitario (S.I.C.).

 

 

 

 

 

Tenendo conto che

 

Attualmente l’area è sottoposta:

 

-          a vincoli ambientali imposti dal Dlgs 490/99 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali);

-          a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D.3267/1923;

-          a vincolo paesistico ambientale ai sensi del D.D.M.M. 24-4-1985 (GALASSINI);

-          l’area è ricompresa nel reticolo idrografico dei RIO PENNAVAIRE e del TORRENTE NEVA, iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775; 

-          l’area interessata si trova nelle vicinanze di alcune sorgenti che alimentano l’acquedotto ;

-          l’area si trova all’interno di un Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) Codice IT1324910 0 Monte Acuto - Poggio Grande - Rio Torsero;

-          ricade all’interno dell’area classificata come ANI-MA (Aree Non lnsediate - Regime normativo di MANTENIMENTO) dell’Assetto Insediativo del P.T.C.P.

Tale normativa prevede che l'obiettivo della disciplina è quello di mantenere sostanzialmente inalterati quei caratteri che definiscono e qualificano la funzione della zona in rapporto al contesto paesistico e di assicurare nel contempo, in termini non pregiudizievoli della qualità dell'ambiente. Non è pertanto consentito aprire nuove strade di urbanizzazione, ne costruire nuovi edifici, attrezzature ed impianti ad eccezione degli interventi specificamente volti al conseguimento degli obiettivi sopra indicati, purché non alterino in misura paesisticamente percepibile lo stato dei luoghi;

-          parte dell’area ricade all’interno dell’area classificata come MA (Regime normativo di MANTENIMENTO) dell’Assetto Geomorfologico del P.T.C.P.

Tale normativa prevede di confermare la situazione in atto per quanto attiene la specificità dei valori ambientali e le potenzialità di fruizione, salvaguardando nel contempo i rapporti d'ambito. Il regime si applica nelle parti dei territorio nelle quali sono presenti elementi geomorfologici e/o idrogeologici con specifici valori ambientali o

che contribuiscono in misura significativa a definire la configurazione paesistico-ambientale dei contesto.

Sono pertanto consentiti quegli interventi che rispettino l'integrità degli elementi geomorfologici elo idrogeologici aventi specifico valore ambientale e non compromettano la complessiva configurazione paesistico-ambientale dei contesto in quanto determinata da componenti idrogeo-morfologiche.

-          l’area ricade all’interno dell’Area Protetta Provinciale (cod. 3-AS-GA) del Monte Galero e confinante con altre due Aree Protette Provinciali (cod. 4AS-IB e 2-AS-CA). Dal documento degli obiettivi del Piano Provinciale delle Aree Protette si evince:

la presenza di fenomeni carsici superficiali e sub superficiali diffusi in tutta l’area;

presenza di habitat e specie floristico vegetazionali e faunistiche endemiche di interesse prioritario.

Le finalità perseguite dal Piano Provinciale delle Aree Protette così come previsto dalla L.R. 12/95, “..sono volte alla tutela di valori ambientali di ambito provinciale o locale e alla promozione della loro fruizione didattica e ricreativa al fine della piu' capillare diffusione sul territorio regionale dei principi e dell' azione di salvaguardia ambientale”.

 

Inoltre si ritiene osservare che

-da la Convenzione Europea del Paesaggio firmata degli Stati membri del Consiglio d'Europa il 20 ottobre 2000, a Firenze, e l'Accordo Stato-Regioni (Accordo tra il Ministero per i beni e le attività culturali e le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio, del 19 aprile 2001) i quali riconoscono che il PAESAGGIO ha un importante ruolo culturale, ecologico, ambientale, economico e costituisce una RISORSA economica e occupazionale; la TUTELA del PAESAGGIO comporta il perseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile, basato su equilibrate relazioni uomo ambiente. Il paesaggio è visto sotto entrambi gli aspetti naturale e culturale e ne viene riconosciuto l'importante ruolo di interesse pubblico dal punto di vista culturale, ecologico, ambientale e sociale in quanto risorsa favorevole all'attività economica, la cui protezione, gestione e pianificazione contribuisce anche alla creazione di posti di lavoro.

 

-          visto che

le Linee guida per la progettazione e gestione sostenibile dell’attività estrattiva - art. 16 l.r. n. 38/98 recentemente approvate, considerano che:

è risultata in particolare evidente la necessità di favorire il corretto inserimento territoriale delle opere previste;

le varianti sostanziali dei programmi di coltivazione delle attività estrattive già autorizzate,

ovvero l’apertura di nuovi poli estrattivi, rientrano nell’ambito di applicazione delle procedure di screening o di V.I.A. regionale;

nel corso delle istruttorie svolte sui progetti di variante ai programmi di coltivazione approvati e sui nuovi poli estrattivi, previsti dal Piano Territoriale Regionale per le Attività di Cava (PTRAC),  sono state evidenziate alcune criticità relative ai requisiti progettuali degli interventi.

- la presenza nell’ambito di altre tre cave attive (Isola SV 37, Salita Lampada SV38 e Pennavaire SV15)

Alla luce di ciò

le scriventi Associazioni invitano a non concedere nessuna autorizzazione e/o concessione che preveda la realizzazione di un polo estrattivo ed eventuali volumetrie di servizio annesse, considerando l’opportunità di promuovere e perseguire le seguenti finalità:

-          la tutela e valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, paesaggistiche e storico- 

     culturali del territorio;

 -   mantenimento di una qualità naturale-paesaggistica alta, principale vocazione di

      questo territorio e risorsa che intelligentemente gestita può divenire il motore

      dell’economia locale;

-          la promozione, organizzazione a sostenere attività di studio e ricerca, didattiche e scientifiche;

-          garantire in particolare e secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente per le specie e gli habitat presenti ed inseriti negli allegati delle direttive 92/43/CEE (relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche) e 79/409/CEE (relativa alla conservazione degli uccelli selvatici);

-          promuovere la conoscenza e la fruizione dei beni ambientali in forme compatibili con la loro tutela;

 

 

 

Con tali osservazioni le scriventi Associazioni vogliono esprimere il proprio dissenso circa tale previsione che dovrebbe essere interamente rigettato da Codesto Ente per le profonde implicazioni negative sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista sociale.

 

Fiduciosi nell’accoglimento delle presenti richieste, porgiamo distinti saluti.

                                                                           

Il Responsabile della Sezione WWF di Savona

Marco Piombo

 

 

LASA Laboratorio  di Antropologia                                              

Storica e Sociale delle Alpi Marittime 
Danilo Bruno                                                      

 

Comitato Territoriale Savonese
per il Contratto Mondiale sull’Acqua
Roberto Melone

 

Gruppo Speleologico Savonese DLF
Rinaldo Massucco