Savona, lì 16 Giugno 2005

 

 

 

Alla Provincia di Savona Settore Difesa del Suolo

 

All’Assessore alla Tutela dell’Ambiente – Difesa del Suolo della Provincia di Savona

 

Alla Provincia di Savona

Servizio Ecologia

 

e p.c.                       Alla Regione Liguria

Dipartimento Pianificazione

Territoriale Paesistica e Ambientale

 

Regione Liguria

Soprintendenza ai Beni Ambientali e Paesaggistici

 

Corpo Forestale dello Stato

Coordinamento Provinciale

 

Provincia di Savona

Corpo di Polizia Provinciale

 

 

 

Oggetto: interventi lungo il Fiume Centa. Proposte di riqualificazione.

 

 

 

 

 

Premesso che

- il Piano Provinciale delle Aree Protette e dei Sistemi Ambientali individua il Fiume Centa ricadente nel comune di Albenga, quale sito di interesse naturalistico ambientale e la conseguente creazione di un’area protetta provinciale individuata con la sigla 06 OA-CE (Oasi naturalistica).

Tale zona è compresa nei Siti  definiti di Interesse Comunitario (S.I.C.) nell’elenco Bioitaly (codice IT1324909).

- Il 30 Ottobre 2001 è stato sottoscritto dalla Provincia di Savona con i Sindaci dei Comuni interessati (tra questi Albenga), la Comunità Montana Ingauna, l’ATC SV2;  un Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione del Sistema Ambientale Ingauno che evidenzia insieme ad altre aree come la zona del Fiume Centa per la sua rilevanza storica-antropologica e floro-faunistica è da considerarsi per le sue caratteristiche di pregio ambientale meritevole di salvaguardia e valorizzazione tale da legittimamente aspirare al riconoscimento a livello di Unione Europea, della qualità e sicurezza ambientale prevista da ISO 14001 e dal Sistema EMAS.

Alla luce

dei vincoli presenti: 

-          vincolo ambientale imposto dal D.D.M.M. 24-4-1985, individuato nella scheda n.9;

-          il fiume Centa, iscritto negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e tutelato dal DLGS 42/04 art.142, salvo quanto disposto dallo stesso al comma 2;

-          Dlgs 42/04,art. 142 comma 1 lettera a, in quanto territorio costiero compreso in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;

-          Oasi di protezione faunistica (Fascia Litoranea ATC SV2);

-          Presenza di siti archeologici lungo le sponde;

-          Individuata come zona ANI-MA dall’Assetto insediativo del PTCP;

-          Siti di fauna minore individuati e tutelati ai sensi della L.R. 04/92 (scheda 067).

 

Considerato che

 

·                    L’area rappresenta una zona fluviale e di foce di grande importanza per numerosissime specie di uccelli migratori di interesse comunitario, nonché per specie di fauna minore e per specie dell’allegato II della Dir. 92/43.

Un Ecosistema fluviale a dinamica naturale, di elevato interesse naturalistico, con la notevole presenza di Anfibi e Rettili: il sito ospita uno dei relitti popolamenti ingauni di Emys orbicularis; avifauna migratoria in transito (foce fluviale con flora e fauna tipiche); zone umide con flora e fauna tipiche;

Le specie e habitat di interesse comunitario individuati sono:

Dir. 92/43/CEE (interesse prioritario)

_ Habitat di interesse comunitario (All. I)

Cod. 3280 Fiumi mediterranei a flusso permanente: Paspalo Agrodistion e filari ripari di Salix e Populus alba

Cod. 1130 Estuari

Cod. 91E0 Foreste alluvionali residue di Alnion Glutinoso-Incanae

Cod. 3140 Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara

Cod. 3120 Acque oligotrofe a bassissimo contenuto minerale delle pianure sabbiose del Mediterraneo Occidentale

Cod. 92A0 Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba

Cod. 1210 Vegetazione annua delle linee di deposito marine

Cod. 3170 Stagni temporanei mediterranei

 

dalle Finalità perseguite,

· tutelare e valorizzare le risorse naturali, ambientali, paesaggistiche e storico-culturali del territorio;

· promuovere, organizzare e sostenere attività di studio e ricerca, didattiche e scientifiche;

· garantire in particolare e secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente per le specie e gli habitat presenti ed inseriti negli allegati delle direttive 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 (relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche) e succ. mod. e 79/409/CEE relativa alla conservazione degli uccelli selvatici;

 

dagli Indirizzi per la Tutela,

- Conservazione habitat _ Conservazione specie _ Conservazione zona umida

Ripristino ambientale

 

dalle Principali misure di conservazione da adottare,

Mantenimento/miglioramento/ripristino dei livelli di naturalità delle fasce ripariali

· Miglioramento della qualità delle acque e mantenimento del deflusso minimo vitale nel periodo estivo.

· Tutela stazioni di importanti per specie di fauna minore e avifauna nidificante.

· Mantenimento del mosaico costituito da vegetazione dei greti, isolotti fluviali, anche con stagni, garighe, ed eventuale riqualificazione delle formazioni ripariali ove necessario.

· Eventuali programmi a medio termine di recupero/ampliamento della fascia di pertinenza fluviale.

 dalle Indicazione per le misure di conservazione,

Gestione complessiva degli usi idrici nelle aree limitrofe al corso d’acqua finalizzata a un miglioramento qualitativo/quantitativo degli apporti idrici.

· Limitazione degli interventi di gestione idraulica in alveo a quelli strettamente necessari per motivi di sicurezza, e definizione di un protocollo tecnico per l’esecuzione di tali interventi.

· Misure contrattuali per la regolazione delle pratiche agricole e pastorali in aree esondabili da “restituire” progressivamente alla dinamica fluviale.

· Misure contrattuali per la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale delle fasce ripariali.

· Controllo degli scarichi di rifiuti solidi in alveo.

 

Constatato che

Nell’area sono previsti interventi di messa in sicurezza ai fini idraulici con conseguenti interventi ed messa in opera di massicciate in sponda;

Tali interventi se non eseguiti in maniera corretta potrebbero provocare danni all’ ambiente naturale vitale per la fauna minore e avifauna presente;

Visto che

La zona è stata intensamente oggetto di una diffusa urbanizzazione e cementificazione con una elevata densità di infrastrutture (insediamenti, strade, etc.), opere quali canalizzazioni ed arginature;

nel tratto terminale che dal viadotto autostradale termina in prossimità del ponte ferroviario sono stati effettuati negli anni precedenti interventi consistenti in opere murarie che hanno in parte compromesso gli habitat presenti.

Alla luce di ciò si chiede alla S.V. che vengano prese in considerazione le seguenti osservazioni:

- maggiori ed accurati controlli durante ed alla fine cantiere sulla regolare esecuzione delle opere di mitigazione (semine, idrosemine, rimboschimenti, opere di ingegneria naturalistica, sistemazione idrogeologiche delle aree maggiormente acclive);

- osservare le prescrizioni generali per gli interventi dei corsi d’acqua  indicate nel Regolamento “Prescrizioni per la tutela dell’idrofauna” della Carta Ittica Provinciale;

- la risistemazione di tratti sponda compromessi negli anni precedenti, attraverso la messa in opera di interventi di rinaturalizzazione in particolare negli argini situati tra la confluenza Arroscia-Neva e il Ponte Viveri, perseguendo le finalità indicate dal Piano Provinciale delle Aree Protette per quanto riguarda l’istituenda Area protetta provinciale, del Sito di Interesse Comunitario , dei vincoli ambientali presenti.

 

Distinti saluti.

 

 

Il Responsabile WWF Sezione di Savona

                      Marco Piombo