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                                                                                 Savona, 16  Dicembre 2003

 

          

Al Presidente della

Provincia di Savona            

 

                              All’Assessore all’Ambiente della Provincia di Savona

 

Al Sindaco

                  di Savona

 

All’Assessore all’Ambiente del Comune di Savona

         

 e p.c.                       

 

.                       Ai Sigg.Capigruppo del Consiglio Provinciale di Savona

 

                                                              Ai Sigg.Capigruppo del Consiglio Comunale di Savona

 

 

LORO SEDI                               

 

 

 

Oggetto: nuovo impianto di conferimento rifiuti e realizzazione termovalorizzatore in località Cima Montà in Comune di Savona.

 

Premesso che

 

le scriventi Associazioni sono venute a conoscenza

-          dell’esistenza di un progetto che prevede la realizzazione di un nuovo sistema integrato di gestione rifiuti individuando un sito contiguo all’esistente discarica situata in località Cima Montà. Tale progetto prevede anche la costruzione di un nuovo percorso stradale alternativo all’accesso al nuovo impianto; 

-          da quanto apparso recentemente dagli organi di stampa, l’intenzione da parte dell’Amministrazione Comunale di Savona di accogliere la prevista realizzazione di un impianto di incenerimento dei rifiuti (termovalorizzatore) nell’area dell’attuale discarica di Cima Montà in esaurimento;

 

In merito si ritiene osservare che:

 

1. Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo impianto contiguo all’esistente discarica di Cima Montà e la costruzione di una nuova infrastruttura viaria:

 

si osserva quanto segue:

a)    la strada di arroccamento segue un percorso che interessa per un buon tratto un’area classificata, nel Piano di Bacino del T.Letimbro e Lavanestro, ad elevata suscettività al dissesto e che quindi comporta la non ammissibilità di determinati interventi;

b)   bisogna effettivamente verificare:

·      il reale assetto litologico-strutturale, il quale si presenta molto più complesso di quanto descritto nella relazione geologica;

·      la caratterizzazione geomeccanica dell’ammasso roccioso: elemento determinante per verificarne la compatibilità con le sollecitazioni cui la nuova discarica lo assoggetterebbe, con problemi quindi di stabilità del complesso ammasso/sovraccarico;

·      la permeabilità dell’ammasso: altro elemento determinante, insieme con quello della presenza di falde superficiali e/o profonde, in relazione alla possibilità di dispersione nel terreno di contaminanti;

·      l’andamento del bacino idrogeologico;

·      la stabilità dei fronti di scavo, in particolare di quelli indotti dalla discarica e dalla realizzazione della strada di arroccamento;

Per altro esistono:

a)    problemi di decontaminazione da inquinamento pregresso nelle aree a valle e laterali rispetto alla discarica in esaurimento;

b)   problemi di ulteriori contaminazioni che possono giungere anche al Torrente Lavanestro.

 

Visto l’assetto complessivo della valle del Lavanestro e le specifiche caratteristiche del sito in questione, si ritiene in conclusione non auspicabile l’ipotesi di ampliamento prospettata.

 

Inoltre si fa presente  che:

-          l’area interessata ricade nell’ambito della zona APN “ Zona Agricola a Protezione Naturale” del Piano Regolatore Generale del Comune di Savona, che comprende  le porzioni di territorio destinate al rimboschimento ed al pascolo per salvaguardare gli ambienti naturali caratteristici e singolari nell’ambito del paesaggio agro-forestale ligure ed altre zone da tutelare in quanto vulnerabili geologicamente;

-          l’area è classificata dal Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico come ANI-MA (Area Non Insediata – Mantenimento), BA-CO ( Bosco Angiosperme - Consolidamento);

      -    la zona è sottoposta: a vincolo idrogeologico ai sensi della L.3267/23 ,a vincolo

           paesistico ambientale ai sensi del D.M. 1985 Galassini, a vincolo ai sensi del Testo 

           unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali

           (Dlgs 490/99) in quanto area boscata;

-         Come già citato parte dell’area a valle dove è prevista la struttura viaria è individuata  

     dal Piano di Bacino del Letimbro come suscettibilità al dissesto ALTA ed alcune 

     porzioni di territorio classificate come MOLTO ALTA, in quanto la zona è

     geologicamente costituita da roccia particolarmente friabile;

-          risultano essere presenti esemplari di specie appartenenti alla fauna  minore, protetta  

     dalla L.R. 4 del 1992;

 

 

2. Per quanto riguarda una eventuale localizzazione di un impianto di termovalorizzazione nell’attuale discarica di Cima Montà si fa presente che:

 

alcuni amministratori ritengono indispensabile che la migliore soluzione per la gestione dei rifiuti siano gli inceneritori o termovalorizzatori con recupero energetico. La difficoltà di trovare siti per inceneritori e discariche, nella Provincia di Savona, ha una logica spiegazione: le caratteristiche orografiche e demografiche del suo territorio, sono intrinsecamente incompatibili con insediamenti "a rischio".

Tenendo conto che:

·         L'Unione Europea ha individuato una precisa graduatoria sulla priorità degli interventi che i paesi membri devono attivare per una corretta e moderna gestione dei materiali post consumo. Per prima viene la riduzione della produzione, successivamente il riuso, il riciclaggio, il compostaggio ed infine il recupero energetico.

 

Per lo stesso motivo, la termovalorizzazione non è neppure il sistema migliore per risparmiare energia: La quantità d'energia, globalmente risparmiata con il riciclaggio è quattro volte maggiore dell'energia risparmiata con la termovalorizzazione.

 

Il Piano Provinciale dei rifiuti prendendo in considerazione alcuni criteri fondamentali quali le carte tematiche e le leggi in vigore sotto gli aspetti urbanistici (sistema A), ambientali (sistema B), fisici (sistema C) non consente di individuare l’area di Cima Montà come sito idoneo ad ospitare inceneritori. Inoltre il Piano Provinciale indicava per la discarica di Cima Montà (con uno studio effettuato nel 1997 ritenendo che gli elementi base utilizzati fossero in linea con quanto previsto dal Piano regionale) la chiusura dell’impianto già dal Novembre 2002 ed una sua successiva bonifica e risistemazione, valutando nel tempo la stabilità idrogeologica dei versanti in relazione alla attività di discarica, verificando, inoltre l’adeguato funzionamento nel tempo degli impianti per il biogas, del sistema di canalizzazione delle acque superficiali e di quello di raccolta del percolato ed eseguendo le necessarie opere di manutenzione.

 

Alla luce di ciò

 

Le scriventi Associazioni invitano la S.V. a non concedere nessuna autorizzazione che preveda la realizzazione di un nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti ed una eventuale costruzione di un impianto di termovalorizzazione in località Cima Montà.

 

Certi di un riscontro, porgiamo distinti saluti.

 

 

 

WWF Liguria

 

Italia Nostra Sezione di Savona

 

Federazione Nazionale Pro Natura

Pro Natura Savona         

 

Amici della Terra Circolo Savonese