Fondo Mondiale per la Natura

Sezione di Savona

 

 

 

SAVONA, 06/03/2005                                                                                COMUNICATO STAMPA

 
 
La costa ligure a rischio desertificazione.
 
L'allarme lanciato dal WWF Sezione di Savona. Servono maggiori controlli ed attività investigativa per individuare i responsabili degli incendi boschivi.
 
A seguito dei recenti incendi che hanno devastato l'entroterra dei Comuni di Stella, Varazze, Celle ligure (vedi ultimo quello di Febbraio dove ha percorso circa 1000 ettari in una zona già duramente colpita da incendi precedenti);
di fronte a questa emergenza, servono risposte politiche di grande impatto per fronteggiare una situazione che non deve essere dimenticata una volta trascorsi i periodi di maggior rischio. Serve una presa di coscienza collettiva, del Governo nazionale e degli Enti locali, dell'Associazionismo.

 

Molte di queste zone un tempo coperte da boschi con il ripetuto passaggio del fuoco nei ultimi anni sono diventate delle vere e proprie praterie senza alberi dove si stanno innescando dei processi erosivi del terreno con perdita di suolo!

 

Ecco alcune nostre richieste:

 

1- MONITORAGGIO DELLE AREE BRUCIATE - monitorare le aree bruciate che minacciano di innescare fenomeni di erosione del terreno ed impedire ogni “appetito edilizio”, avviando al più presto il catasto delle aree percorse dal fuoco così come prevede la legge;

2- INVESTIGAZIONI CONTRO GLI INCENDIARI - L'uso di nuove tecnologie investigative per la lotta agli incendiari che mandano in fumo ogni anno migliaia di ettari di bosco e di macchia mediterranea, favoriti dalla “complicità” della siccità che rende arido il terreno, dalle alte temperature e dal vento, sono dei veri e propri criminali e non semplici piromani come spesso vengono descritti nei racconti di cronaca. Chi incendia un bosco è come un ladro che ruba in una banca e non un malato neuropsichico, e come tale deve essere trattato: bruciare un bosco è un danno collettivo immenso e costituisce anche un pericolo per l’uomo. Serve una severa applicazione della nuova normativa sulla lotta agli incendi, con un approccio investigativo, con pattugliamenti costanti sul territorio più a rischio effettuati da tutte le forze di polizia per risalire ai colpevoli. Un potenziamento di mezzi, uomini e strumenti per le forze dell’ordine.

 

3- PREMIARE CHI GESTISCE CORRETTAMENTE IL TERITORIO - Una capillare opera di prevenzione che metta al riparo i boschi savonesi, sicuramente quelli più pregiati dal punto di vista naturalistico come quelli all’interno delle aree naturali protette: La regola più semplice: creare meccanismi di incentivo come l’assegnazione agli agricoltori, agli allevatori, ai proprietari dei boschi di incentivi (agevolazioni fiscali et altro)nei casi in cui questi, grazie alla loro sorveglianza, riescono a scongiurare gli incendi.

 

4 – PIANI DI PREVENZIONE:  Coordinamento tra gli enti competenti sul territorio. Attivare strutture di prevenzione fisse sul territorio nelle aree a maggior rischio, soprattutto all’interno di aree protette, con pattuglie mobili di primo intervento non appena si accendono i primi focolai, ed interventi più massicci con autobotti e mezzi aerei in caso di fuoco più intenso.

 

5 – INTERVENTI SELVICOLTURALI: interventi selvicolturali nelle aree boscate corretti. Nel passato le tecniche di forestazione venivano effettuate con alberi non autoctoni a rapido accrescimento, creando dei veri e propri boschi definiti “paraclimax”. Gli interventi selvicolturali devono prevedere invece il mantenimento e l’inserimento di specie arbustive ed arboree autoctone, consentendo una maggiore biodiversità forestale e creando le condizioni per cui in un bosco riesca ad instaurarsi un valore di “climax”. Pulizia dei sentieri, delle mulattiere e delle strade sterrate esistenti. Sono da evitare la realizzazione di nuove strade in aree boscate che potrebbero alimentare “appetiti edilizi”. Vedi ad esempio il famoso presidio ambientale, adottato da molti piani urbanistici comunali. Tale artificio, ove già realizzato non ha mai costituito reale ostacolo all’abbandono del territorio o agli eventi atmosferici e/o causati dall’antropizzazione che minacciano l’ambiente e non ha garantito la corretta gestione del patrimonio boschivo e naturale; ma ha consentito la edificazione a fini meramente abitativi, con grande compromissione del territorio. 

 

 


Ufficio Stampa WWF Savona

Piombo Marco