Costruzione edifici corsi d'acqua nel savonese.Trasferimento del carbonile a Savona. Interrogazioni con risp. scritta

 
Sintesi Assegnazione      Proponenti      Iter in Commissione      Iter in Assemblea      Testi      O.d.G. Aula      Risposta all' I.R.S.
Legislatura 8 Numero 37 I.R.S. Interrogazioni con Risposta Scritta Regolamento No
Oggetto Sulla costruzione di edifici in prossimità di corsi d'acqua.
Stato Risposta scritta formulata
Proposto da: Consiglieri Il: 14/09/2005
Trasm: 14/09/2005 Ritirato:  
Data ricezione risposta: 24/10/2005
 
 

CONSIGLIO  REGIONALE  DELLA  LIGURIA

 

Gruppo Consiliare Verdi

 

Genova,  14 settembre 2005

 

Prot.

 

Al Presidente del Consiglio regionale

dott.Giacomo Ronzitti

 

Sede

 

 

Oggetto: Interrogazione urgente con risposta scritta

    Costruzione edifici in prossimità di corsi d’acqua nel savonese.

 

 

I sottoscritti Consiglieri regionali,

 

CONSIDERATO CHE nella notte  del 11 settembre u.s.si è abbattuta sull’Italia settentrionale, in particolare sul ponente savonese della Regione Liguria, un’ondata di maltempo che ha posto in risalto la grave situazione ambientale determinata dalla costruzione di edifici in prossimità di corsi d’acqua che risultano in parte tombinati come nel caso del “Rio Molinero” a Savona  e del “Rio Basci” ad Albissola Marina (SV), la cui esondazione ha creato ingenti danni ad attività commerciali, uffici e abitazioni;

 

ATTESO CHE la legge regionale n.9 del 28.01.1993 ,  ha lo scopo di assicurare la difesa del suolo, la tutela dei corpi idrici, il risanamento e la conservazione delle acque;

 

CONSIDERATO CHE in base alla suddetta normativa alla Provincia spettano le funzioni di elaborazione del piano di bacino e del programma triennale di interventi idraulici;

 

INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE

 

al fine di conoscere se la stessa  non ritenga opportuno  :

 

1)      accertare che la realizzazione dei volumi edificatori nelle aree interessate dalla presenza dei corsi d’acqua “Molinero” di Savona e del “Rio Basci” ad Albissola Marina, siano rispettosi dei contenuti del Piano di Bacino della Provincia di Savona;

2)      acquisire il numero degli immobili  interessati al condono edilizio nei Comuni di Savona e Albissola Marina;

3)      conoscere la tipologia degli interventi idraulici posti in essere nel triennio 2001-2004 per i corsi d’acqua di cui al punto 1) in conformità all’articolo 15 della legge regionale numero 9 del 28.01.1993,

4)      individuare iniziative per affrontare e risolvere la condizione di grave di dissesto idrogeologico del territorio  ligure, di Savona e di tutta la sua provincia.

 

 

                      Cristina Morelli                                                            Carlo Vasconi          
 
 
Testo Risp. Prot. Invio Risp. Data Invio Risp. Prot. Ricez. Risp. Data Ricez. Risp.
Testo Risposta 1530 20/10/2005 2168 24/10/2005

 

 

REGIONE LIGURIA

 

DIPARTIMENTO AMBIENTE

Genova, 

Prot. n.           

Allegati: 

 

SERVIZIO POLITICHE  DELL’ASSETTO DEL TERRITORIO

 

 

 

 

 

 

 

 

         

 

Oggetto: PRATICA N. 05- 37. Interrogazione con risposta scritta Cons. Morelli e Vasconi sulla costruzione di edifici in prossimità di corsi d’acqua

 

 

In relazione alla interrogazione alla Giunta Regionale in oggetto si evidenzia quanto segue.

È opportuno premettere che, come noto, il territorio ligure è esposto ad un rischio idrogeologico particolarmente elevato, che, soprattutto nei centri urbani, cresciuti e sviluppatisi in prossimità dei fiumi e dei piccoli corsi d’acqua con regime per lo più torrentizio, si manifesta frequentemente, arrecando ingenti danni e, talvolta, provocando la perdita di vite umane.

La necessità di superare la logica emergenziale, per approdare ad una gestione organica e sostenibile del territorio, ha portato all’elaborazione ed approvazione dei Piani di Bacino stralcio sul rischio idrogeologico, che, in conformità a quanto previsto dal D.L. 180/98,  affrontano appunto tale tematismo.

A riguardo del territorio ligure ricadente nell’Autorità di Bacino di rilievo regionale, tali piani individuano quindi, con criteri omogenei sul territorio, il quadro di pericolosità idraulica, rappresentato in sostanza dalla determinazione dell’indondabilità delle aree perifluviali per portate di massima piena caratterizzate da diverse probabilità di accadimento, e cioè da diversi tempi di ritorno (in particolare pari a 50, 200 e 500 anni).

Le normative di attuazione di tali piani, conformemente ai criteri regionali, prevedono un regime di salvaguardia in funzione del grado di pericolosità dell’area, regime che, essendo finalizzato essenzialmente al non aumento del rischio attuale, si concretizza, in estrema sintesi, in divieti o limitazioni riguardanti nuove realizzazioni.  Dall’entrata in vigore dei piani di bacino stralcio, non dovrebbero pertanto essere state autorizzate costruzioni in contrasto con la normativa dei piani stessi.  In particolare  si ricorda che non è prevista la possibilità di nuova edificazione in fascia A (TR= 50 anni), mentre è subordinata alla verifica della Provincia e permessa solo in particolari condizioni di minore pericolosità relativa in fascia B (TR= 200 anni).

Nel rispetto delle competenze istituzionali, e tenuto conto che la scala di analisi del piano di bacino è, appunto, il bacino idrografico, di minor dettaglio rispetto alla scala locale e comunale, al rispetto di tali normative e alla loro verifica sono chiamati naturalmente i Comuni, ai quali è demandata anche la verifica della compatibilità degli insediamenti esistenti in relazione allo stato di pericolo individuato dal piano di bacino nonché la conseguente assunzione, nell’ambito degli strumenti urbanistici, dei piani di settore, e dei piani di prevenzione ed emergenza di protezione civile,  delle misure opportune per ridurre il rischio per la pubblica incolumità.

 

Tutto ciò premesso, a riguardo dei casi dei corsi d’acqua richiamati nell’interrogazione in oggetto (Rio Molinero e Rio Basci), ed in relazione ai vari punti individuati, si evidenzia quanto segue.

1)     Il rilascio delle autorizzazioni e dei titolo edilizi nel rispetto delle normative dei piani di bacino è competenza comunale.

2)     In relazione alla legge sul cosiddetto “terzo condono”, la condonabilità di interventi abusivi in contrasto con le previsioni del piano di bacino è subordinata all’acquisizione di un parere da rilasciarsi da parte della Provincia ai sensi dell’art. 32 della L. 47/85, che deve effettuare le sue valutazioni sulla base del quadro di pericolosità e rischio emerso dal piano di bacino;  il rilascio del titolo edilizio in sanatoria è peraltro competenza comunale.

3)     Non risulta che siano stati recentemente finanziati interventi di sistemazione idraulica sui due rii richiamati, in quanto sono state affrontate altre criticità in relazione alle priorità individuate nei programmi di intervento delle Province e alle entità dei finanziamenti disponibili.  Si specifica peraltro che i relativi piani di bacino stralcio forniscono indicazioni sugli interventi necessari per risolvere o mitigare le situazioni di rischio individuate, ancorché necessariamente ad un livello di approfondimento tipico di uno strumento di pianificazione e non progettuale.

4)     È  senz’altro fondamentale continuare nella politica di prevenzione e gestione del rischio idraulico nel territorio ligure, ed in particolare nel territorio savonese.  Ciò non può che avvenire attraverso: 

-         il continuo approfondimento ed affinamento degli studi e degli strumenti alla base dell’individuazione del quadro di pericolosità nell’ambito dei piani di bacino, nonché delle regole e delle normative finalizzate alla sostenibilità dello sviluppo urbano in condizioni di rischio idrogeologico, prevedendo anche aggiornamenti  degli stessi in funzione di nuove conoscenze e/o della valutazione della prima fase di applicazione dei piani approvati;

-         un accrescimento della consapevolezza delle condizioni di pericolo e rischio, da parte dei soggetti sia pubblici che privati, al fine di porre in atto le adeguate misure di prevenzione e protezione; a tal fine risultano fondamentali i piani di protezione civile, che devono traguardare non solo la gestione dell’emergenza in caso di evento alluvionale, ma altresì adeguate attività di prevenzione, comprensive, in particolare, anche della mitigazione della vulnerabilità degli insediamenti più a rischio; fondamentali in tale senso sono inoltre i piani urbanistici comunali che possono anch’essi prevedere regolamentazioni e misure per traguardare la massima compatibilità degli insediamenti con le condizioni di pericolosità idraulica;

-         lo sviluppo di misure e normative che consentano la convivenza con un certo grado di pericolosità, considerato che un rischio residuo in ambiti urbani permane anche a seguito di interventi di sistemazione idraulica;

-         la progettazione degli interventi di sistemazione idraulica, che permette una definita e concreta individuazione delle possibili soluzioni strutturali all’esondabilità dei corsi d’acqua, al fine  di accedere ad adeguati  finanziamenti per la loro realizzazione.  A questo proposito si sottolinea che per quanto riguarda il rio Molinero è in corso una progettazione preliminare per gli interventi di sistemazione idraulica, con la partecipazione degli uffici regionali e comunali;

-         l’adeguata individuazione di risorse economiche atte alla copertura finanziaria degli interventi strutturali per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, nonché di eventuali incentivi per la delocalizzazione di immobili in condizioni di particolare rischio o per il loro adeguamento per la riduzione della vulnerabilità.

 

 

Distinti saluti

 

 

 

L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

FRANCO ZUNINO

 

 
Sintesi Assegnazione      Proponenti      Iter in Commissione      Iter in Assemblea      Testi      O.d.G. Aula      Risposta all' I.R.S.
Legislatura 8 Numero 3 I.R.S. Interrogazioni con Risposta Scritta Regolamento No
Oggetto Sul trasferimento del carbonile a Savona.
Stato Risposta scritta formulata
Proposto da: Consiglieri Il: 31/05/2005
Trasm: 31/05/2005 Ritirato:  
Data ricezione risposta: 16/09/2005
 

 

 

 

                                               INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA

 

 

                                    AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

 

ALL’ASSESSORATO INFRASTRUTTURE,TRASPORTI,PORTI,LOGISTICA

 

ALL’ASSESSORATO

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE,URBANISTICA

 

ALL’ASSESSORATO ALL’AMBIENTE

 

 

 

 

Il sottoscritto Cristina Morelli Capogruppo Consiliare Regionale Verdi

 

 Preso atto

 

dell’istituzione del “sistema portuale “finalizzata alla razionalizzazione dell’offerta e allo sfruttamento degli spazi portuali, in cui viene ipotizzato il trasferimento del carbonile a Savona;

 

Convenuto che

da un recente rapporto realizzato dall’APAT sui principali centri urbani italiani ha dimostrato come a Genova abbiano una incidenza sull’inquinamento atmosferico  gli impianti industriali : l’altoforno di Cornigliano e la centrale Enel;

 

Dato atto

 

 e che il Ministero dell’Ambiente nel 2001 asseriva che la centrale Enel e avrebbe dovuto cessare l’attività entro il 31 dicembre 2002 e che, se avesse avesse voluto permanere, avrebbe dovuto sottostare ad un’attività di V.I.A. nazionale : ebbene, oggi la centrale Enel è in funzione in assenza di  alcuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale;

 

 

Considerato opportuno

 

stabilire con tempistica certa, nell’ottica del piano di “sistema portuale” oltre il trasferimento del carbone da Genova anche la contestuale dismissione della centrale Enel, in quanto la Regione Liguria, tramite il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria, dispone di strumenti per addivenire al rapido superamento di questo impianto obsoleto;

 

 

 

                                                           

Sottolineato

 

che le previsioni urbanistiche vigenti sull’area in questione, impongono una dismissione ed il superamento  della centrale termoelettrica per motivi ambientali (a causa dell’incompatibilità con il tessuto urbano circostante) nonché per gli aspetti paesaggistico-architettonici (a causa dell’adiacenza al simbolo della città- la Lanterna, oggetto di un intervento di riqualificazione e della creazione di un percorso pedonale che rappresenta uno dei punti qualificanti di Genova Capitale Europea della Cultura 2004);

 

 

 

                                    formula interrogazione con richiesta di risposta scritta

per conoscere

 

 

 

 

se non ritenga opportuno, nell’ambito del piano di “sistema trasporti”, prevedere il contestuale trasferimento del carbonile da Genova e la dismissione della centrale Enel, perché l’impianto oltre all’inquinamento ambientale rappresenta un acclarato depauperamento del simbolo di Genova, la Lanterna, oggetto di recenti interventi di riqualificazione, e del percorso panoramico.

 

 

                                                            Capogruppo Consiliare Verdi

                                                                     Cristina Morelli
 
 
 
 
Testo Risp. Prot. Invio Risp. Data Invio Risp. Prot. Ricez. Risp. Data Ricez. Risp.
Testo Risposta 700 14/09/2005 1789 16/09/2005
 
 

 

REGIONE LIGURIA

 

DIPARTIMENTO
infrastrutture, trasporti,PORTI, LAVORI PUBBLICI ed EDILIZIA

 

Genova, 

Prot. n.           

Allegati: 

 

Ufficio Porti e Logistica

 

 

Oggetto:

 

Pratica N. 05-03.

Interrogazione con risposta scritta Cons. Morelli sul trasferimento del carbonile a Savona.

 

 

 

 

         

In relazione all’oggetto, si comunica quanto segue.

·        La messa a sistema dei porti liguri costituisce un ambizioso e necessario risultato di una serie di azioni coordinate e tenaci che devono essere messe in atto da tutti i soggetti che hanno un ruolo nella complessa catena della portualità e della logistica, e per le quali la Regione, prima ancora che strumenti di azione diretta, mette in campo una volontà politica determinata.

 

·        Fare sistema dunque vuol dire utilizzare al meglio i finanziamenti, massimizzare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti, coordinare le decisioni e presentarsi come un interlocutore  unico.  La questione del carbone chiarisce molto bene il concetto di sistema, se si considera che a Savona esiste già un modernissimo impianto che consente di scaricare le navi carbonifere, e di avviare il materiale alla distribuzione, nel totale rispetto per l’ambiente.

 

·        Da qui l’idea che a quel terminal possa fare capo, come obiettivo nei tempi medio- brevi, tutto il carbone in arrivo che da lì verrà distribuito negli altri siti di utilizzazione con carri ferroviari coperti.

 

·        Una diversa distribuzione del carbone consentirà di rendere disponibili importanti aree portuali per potenziare le capacità dei nostri porti di accogliere l’atteso incremento dei traffici commerciali da e per l’Oriente.

 

·        Si tratta dunque di un importante passaggio organizzativo in direzione del consolidamento di un organico sistema capace di massimizzare i risultati dei porti liguri nel loro complesso e poter così competere adeguatamente con gli agguerriti competitori del Mediterraneo, quali Marsiglia, Barcellona, Valencia.

 

 

L’ASSESSORE

                                                                                   Luigi MERLO