COMUNICATO STAMPA
ECOMOSTRO DI VALLESANTA (SP):
IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE RICORSO DI COMUNE DI LEVANTO E MULTIPROGRESS E DICE STOP A ECOMOSTRO
Salva per il momento la vallata alle porte delle 5 “Terre” ma permane il rischio che l’amministrazione comunale - dopo aver fatto modificare la legge nazionale sugli incendi boschivi – si appresti a far modificare il Piano di Bacino che vieta la costruzione in quella zona
Levanto (SP), 11 luglio 2005 – Con la sentenza 3674/05 di cui si è avuta notizia oggi, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso in appello presentato dal Comune di Levanto e dalla società Multiprogress in merito alla sentenza del TAR della Liguria che il 21 febbraio 2003 aveva annullato le concessioni edilizie, ed atti presupposti, per la costruzione dell’Ecomostro da 23.500 cubi di cemento denominato “Club Hotel Vallesanta” nel Comune di Levanto (La Spezia), alle porte delle Cinque Terre. Accogliendo le tesi esposte nella memoria di difesa depositata da alcuni residenti della zona, il Consiglio di Stato ha ritenuto “gli appelli infondati”.
A nulla è quindi valsa l’operazione di lobby di cui è recentemente andato fiero sulla stampa locale il Sindaco di Levanto Maurizio Moggia che aveva portato alla fine del 2003 alla modifica della legge nazionale sugli incendi boschivi ad opera del Senatore di La Spezia Luigi Grillo. “Avevamo a suo tempo denunciato che la modifica della legge nazionale era stato un provvedimento ad hoc per salvare l’Ecomostro di Vallesanta ma nessuno ha voluto approfondire la vicenda. Accogliamo quindi con grande soddisfazione la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato il corretto operato dei giudici del TAR della Liguria e che mette una pietra tombale su un progetto che lo stesso TAR aveva definito «devastante»”, ha commentato Patrick Trancu, coordinatore del comitato Salviamo Vallesanta.
“Mi auguro che l’amministrazione comunale di Levanto operi con saggezza e non tenti di fare pressioni per modificare il nuovo Piano di Bacino recentemente approvato dalla Provincia di La Spezia che comprende la zona di Vallesanta in un’area a suscettività al dissesto elevata e vieta espressamente tutti gli interventi di nuova costruzione. Perchè che se dovesse essere modificato il Piano”, ha concluso Patrick Trancu “non esiteremo a rivolgerci immediatamente alla magistratura”.
L’ecomostro di Vallesanta, costituito da un complesso in multiproprietà del volume di circa 23.500 metri cubi, avrebbe dovuto sorgere ad opera della società Multiprogress nel Comune di Levanto (SP), distruggendo una delle più belle e rinomate aree della costa ligure di levante a ridosso delle Cinque Terre, considerate dall’UNESCO “patrimonio dell’umanità”. L’ecomostro, composto da 125 miniappartamenti di cui 22 di tipo albergo, oltre a due piscine, e altri servizi per una capienza complessiva di oltre 500 persone era il più importante progetto nell’ambito del contratto d’area di La Spezia (Legge 662/96 Art. 2 Comma 203 Lettera C delibera CIPE del 21 marzo 1997 punto 3) siglato il 22 giugno 1999.
Il TAR della Liguria, che nella sua sentenza aveva definito il progetto “devastante”, aveva accolto 10 dei 14 profili di illegittimità per violazione di normative nazionali e regionali in tema ambientale, paesaggistico, urbanistico e per eccesso di potere presentati da alcuni residenti della zona, tra cui anche la violazione della legge 353 sugli incendi boschivi. In precedenza, il 18 novembre 2002 su ordine del procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di La Spezia Rodolfo Attinà, il cantiere di lavoro aperto dalla Multiprogress è stato messo sotto sequestro penale preventivo e sigillato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato. La stessa procura della Repubblica ha poi emesso 9 avvisi di garanzia per violazione della legge quadro sugli incendi boschivi 353 del 21/11/2000. Il Tribunale del Riesame di La Spezia ha confermato tale sequestro considerato legittimamente disposto anche dalla Corte di Cassazione Penale il 27 giugno 2003. Il cantiere è stato successivamente dissequestrato a seguito dell’approvazione da parte del Parlamento a fine 2003 di una modifica della legge 353 sugli incendi boschivi presentata sotto forma di emendamento collegato alla finanziaria presentato dal Senatore di La Spezia Luigi Grillo (Forza Italia) .
Il Piano di Bacino approvato dalla Provincia di La Spezia con D.C.P. n. 51/2003 – Ambito 18 – Ghiararo, nelle “aree a suscettività al dissesto elevata (P3)” (in cui è ricompresa la zona di Vallesanta interessata dal progetto) vieta espressamente tutti “gli interventi di nuova costruzione”.