Fondo Mondiale per la Natura
Sezione di Savona
Erosione delle spiagge: le opere quali pennelli, dighe soffolte e nuovi porti turistici realizzati con la "fretta" vanno ulteriormente ad aggravare la situazione.
In merito agli annunci, riportati dalla stampa sul problema delle erosioni delle spiagge ed un loro arretramento, il WWF, nella persona del responsabile di Sezione di Savona Piombo Marco, ritiene osservare quanto segue:
Il processo di concentrazione della popolazione e delle attività umane lungo le aree costiere come quella ligure, poco capaci di conciliare lo sviluppo economico con la salvaguardia di vaste aree naturali, e di impedire la costituzione del continuum urbanizzato in fregio alla costa, ha prodotto danni irreparabili all’ambiente costiero, risorsa irriproducibile, sempre più ridotta. Se da un lato si è giunti alla sviluppo di strumenti legislativi e all'approfondimento di tecniche di pianificazione specifiche, dall’altro i numerosi progetti presentati negli ultimi anni, di cui molti già realizzati od in itinere (nuovi approdi e porti turistici in particolare) in nome di uno “sviluppo sostenibile”, rischiano di compromettere ulteriormente tratti di costa di particolare valore paesaggistico, naturalistico ed ambientale, suscettibili di costituire una risorsa turistico-ambientale alternativa ai modelli tradizionali.
La realizzazione di porticcioli turistici ed impianti nautici in Liguria, sono un grimaldello per consentire nuove edificazioni. Si tratta di una versione, rivista ed aggiornata, di una edificazione del territorio che in passato ha già aggredito pesantemente la nostra Regione; si tratta altresì di una versione peculiare di urbanistica contrattata: in cambio della possibilità di cementificare ed alterare il territorio, viene offerto il miraggio di posti di lavoro e di un turismo nautico compatibile con l’ambiente.
Tutte queste attività portano
al seppellimento delle praterie di Poseidonia con la loro scomparsa
immediata oppure ad un processo di infangamento dei fondali: l’aumento della
torbidità determina quindi la risalita del limite inferiore di sopravvivenza
mentre l’alterazione della tessitura, da sabbiosa a limo - argillosa,
favorisce l’insediamento di Cymodocea.
Le opere di difesa del litorale (dighe, scogliere frangiflutti, pennelli)
producono un duplice impatto:
Le conseguenze deleterie riguardano la
qualità delle acque e la stabilità del litorale.
Casi esemplari ne abbiamo sulla costa savonese (vedi ad esempio il porto di
Loano, Savona e di Porto Vado), dove le opere realizzate hanno profondamente
alterato l’equilibrio tra gli apporti sedimentari dei fiumi e quelli del
moto ondoso: i risultati sono interramenti della foce a fronte di una grave
erosione della porzione opposta del litorale, con conseguenti ed onerosi
ripascimenti a cui deve far fronte annualmente l’amministrazione locale che
in caso di mareggiate oltre che ha provocare danni alle spiagge, producono
infangamenti dei fondali e conseguente alterazione degli habitat marini
(praterie di poseidonia in primis) .
Come già accennato l’inserimento di una nuova opera, lungo la fascia litoranea, provoca modificazioni ai già delicati ed in parte compromessi habitat naturali. La costa ligure, aggredita da preoccupanti fenomeni di erosione marina, non deve essere oggetto di opere (pennelli, dighe soffolte, etc..) realizzate senza la non perfetta conoscenza del problema e per lo più dettate dalla fretta. Sarebbe opportuno provvedere alla prevenzione dei fenomeni erosivi, difesa, risanamento dei litorali, mediante soluzioni attraverso piani degli arenili che garantiscano un corretto equilibrio tra progettazione ingegneristica e ripristino biologico, con un basso impatto ambientale.
Bisogna considerare che lungo la Costa ligure, nella parte più settentrionale, la migrazione dei sedimenti avviene secondo una direttrice che, al largo, va da sud-est a nord-ovest; mentre sottocosta invece si ha una corrente che ha una dinamica legata direttamente al moto ondoso, per cui i sedimenti vengo movimentati da ponente a levante. La presenza lungo la costa savonese di numerose opere di vecchia e recente realizzazione (porti, dighe, pennelli, muri di sostegno, etc..), la cementificazione dei corsi d’acqua, vanno a detrimento della possibilità naturale di apportare, accumulare sedimenti sottocosta e quindi di ostacolare processi di creazione di tratti di spiaggia. E’ opportuno tenere in considerazione gli effetti sul litorale e la dinamica dei sedimenti che ha prodotto il proliferare delle succitate opere, determinando fenomeni di rimbalzo, riflessione del materiale sedimentoso con notevoli e allarmanti fenomeni di erosione e perdita di tratti di spiaggia.
WWF Sezione di Savona.
Contatto:
responsabile di Sezione
Piombo Marco