...E ORA NON APRE NEPPURE IL VIVAIO COMUNALE
Ieri il Secolo XIX di Savona dava la notizia: dopo anni di lavoro ed un finanziamento contenuto nel Programma PRUSST l' ex vivaio comunale della Villetta, che doveva divenire uno spazio verde per la collettività, non verrà ancora aperto.
Motivo? A stare al quotidiano i soldi sarebbero finiti e ci sarebbe ancora molo lavoro da fare...per cui pensare ad aperture parziali?

 Ipotizzare una discussione pubblica sul suo futuro utilizzo?

 Nulla di tutto ciò. La soluzione della "giunta senza sindaco" di Savona è stata trovata nel rinviare tutto a dopo le elezioni.

 Pensare che i preventivi dei lavori si fanno a fronte di progetti chiari?

Il risultato evidente è solo la chiusura di un polmone verde in pieno centro cittadino, che non possiede piante di carattere monumentale ma avrebbe potuto costituire un'area a favore della collettività ed un percorso di educazione ambientale per tutte le scuole e i cittadini (in particolare poi se la collezione di piante succulente esistenti fosse stata valorizzata adeguatamente).
Questa mancata apertura-se la notizia del quotidiano corrisponde al vero- dovrebbe farci riflettere sugli anni della politica ambientale del comune di Savona e sulla politica del corrispondente assessorato. Annunci mirabolanti di interventi nel verde cittadino e poi? Se la notizia è vera...ancora una volta giardini chiusi...La discarica di Cima Montà da destinare alla chiusura e avvio alla differenziata spinta ed invece? Discarica aperta, progetti aziendali di potenziamento e rifiuto di ragionare su una differenziata porta a porta.
A poco può servire l' impegno della Provincia e dell' intelligente politica del suo assessore alle politiche dei rifiuti se il comune capoluogo "rema senza bussola in un mare di rifiuti"...
Cordiali saluti
Danilo Bruno