INFLUENZA AVIARIA

 WWF: "STORACE HA TUTTI GLI STRUMENTI PER DIRE STOP ALLA CACCIA"

 

 Sotto accusa i richiami vivi usati per sparare alle anatre  selvatiche, potenziali "contatti pericolosi" tra le specie  selvatiche e quelle domestiche

 In vista del vertice britannico tra i ministri della salute europei,  che si terrà giovedì e venerdì prossimo, il WWF rinnova il suo

 appello al Ministro della Salute Storace affinché prenda misure  precauzionali immediate rispetto all'attività venatoria. Lo stesso

 vicepresidente della Commissione Europea, on. Frattini, non ha  escluso questa ipotesi.

 Come è noto al WWF una misura precauzionale che riguarda le specie  selvatiche è già stata intrapresa dallo stesso Dicastero della

 Salute e in maniera unilaterale visto che l'Italia, e solo l'Italia, ha  decretato la chiusura delle importazioni di animali vivi da tutti i paesi asiatici.

Una  scelta unilaterale, come la chiusura della caccia, da parte  dell'Italia è  quindi possibile.

 E' lo steso OMS a sottolineare che la malattia non nasce dal cibo infetto,  nessun umano è stato contagiato mangiando un pollo. Si può essere

contagiati, invece, dal virus maneggiando polli o altri volatili, entrando  a  contatto con le feci o il sangue. Per frenare la diffusione del  virus

H5N1 o di altri virus a bassa patogenicità, ma potenzialmente pericolosi è dunque  fondamentale fare in modo che questi virus non vengano trasmessi ai

nostri  volatili da cortile e da allevamento, evitando il più possibile il   contatto tra l'uomo e quegli animali potenzialmente malati e   potenziali vettori

del  virus.

 Il WWF Italia è stato il primo ad aver sollecitato il Ministro  Storace a sospendere in via cautelativa la caccia un mese fa con una

 lettera aperta  del Segretario generale, Michele Candotti; ha poi diffidato con una   lettera ufficiale inviata a firma del Presidente Pratesi la

 Presidenza del Consiglio e i Ministri della Salute e  dell'Agricoltura sullo stesso tema,  e  reiterato più volte sulla stampa la medesima richiesta. Il blocco

 della caccia attivato già da due mesi in Cina e Russia, e in  Turchia, Egitto e Romania nel corso dell'ultima settimana, il segnale del Commissario all'

Ambiente dell'UE di sabato scorso e gli elementi scientifici  ripetuti dalla stessa OMS sono tutti ingredienti che il WWF ritiene

 ampiamente sufficienti per consentire al Ministro Storace di  intraprendere la medesima iniziativa, senza aspettare di venir

 "anticipato" sul campo dal virus stesso. "Oggi l'uso dei richiami vivi per la caccia può rappresentare un serio pericolo per la salute di noi tutti - ha dichiarato Fulco

 Pratesi, Presidente del WWF Italia - Le anatre come altri uccelli  portati dai cacciatori come richiami vivi negli specchi d'acqua  della nostra

penisola  per attirare in quegli ambienti i loro conspecifici oggetto di   attività venatoria, possono rappresentare quel momento di contatto  tra i

migratori  selvatici e la fauna domestica, quel contatto che chiaramente l'OMS chiede  di evitare. Oggi più che mai c'è il pericolo di un contatto tra

 animali infetti e portatori di virus e l'uomo, in particolare se  consideriamo la caccia alle anatre selvatiche e non solo, fatta oggi

 in Italia o la caccia  praticata dai nostri connazionali all'estero, dove sappiamo si  recano a migliaia in località come, ad esempio, le foci del Danubio

 in Romania, le  aree umide del Montenegro, o le paludi dell'Egitto. Anche in questo  caso sono necessari provvedimenti del ministero della Salute".

 Come minaccia per la salute di noi tutti c'è quella di avere nel  nostro territorio persone che frequentano le aree umide sparando e  venendo a contatto

 diretto con le specie migratrici potenzialmente  infette e, dopo averle cacciate, le maneggiano con questo pericolosissimo virus.

 Il WWF ritiene che in via precauzionale vada fermata anche l'importazione  nel nostro paese e l'introduzione in natura di animali a scopo di

 ripopolamento venatorio: le condizioni igieniche in cui vivono e lo stress  a  cui sono sottoposti le rendono più vulnerabili e quindi facilmente a

 rischio di contagio.

Roma, 17 ottobre 2005

 Ufficio stampa WWF Italia, tel. 06-84497377