NOTA INFORMATIVA
L’ECOMOSTRO DI VALLESANTA (LEVANTO, SP): CRONISTORIA DEL PROGETTO, DELLE SENTENZE E DELLE NORMATIVE
Dopo oltre 30 anni di dibattiti e grazie ad un contratto d’area, il Comune di Levanto (Ulivo), attraverso la conferenza dei servizi appositamente convocata il 31/7/2002 ha dato il via alla distruzione della vallata di “Vallesanta”, alle porte delle Cinque Terre (Liguria), rilasciando le concessioni edilizie per la costruzione di un complesso in multiproprietà denominato “Club Hotel Vallesanta”. La costruzione dell’Ecomostro prevede una colata di circa 23.500 metri cubi di cemento che distruggeranno definitivamente una delle più belle e rinomate aree della costa ligure di levante a ridosso delle Cinque Terre, in un’area già fortemente danneggiata da un incendio doloso che nel luglio 1999 aveva completamente distrutto oltre 350 ettari di macchia mediterranea e pineta. Il cantiere aperto a inizio settembre è stato congelato dal TAR della Liguria il 3 ottobre 2002 con un provvedimento d’urgenza, motivato con sentenza definitiva il 22 febbraio 2003.
L’area di Vallesanta sulla quale dovrebbe sorgere l’ecomostro si trova a poche centinaia di metri in linea d’aria dal Parco Nazionale delle Cinque Terre considerato dall’UNESCO “patrimonio dell’umanità”.
Il progetto “Club Hotel Vallesanta” presentato dalla società Multiprogress (Ivrea) è il più importante progetto nell’ambito del contratto d’area di La Spezia (Legge 662/96 Art. 2 Comma 203 Lettera C delibera CIPE del 21 marzo 1997 punto 3) ed è stato siglato in data 22 giugno 1999 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Tesoro e del Bilancio, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato, Regione Liguria, Provincia di La Spezia e Comune di Levanto con l’approvazione del Direttore Generale del Ministero del Tesoro del Bilancio e della Programmazione Economica, Alberto Versace. Grazie al contratto d’area, la società Multiprogress ha potuto beneficiare di un contributo gratuito di Lire 4,600,000,000 pari a Euro 2,6 milioni.
Il progetto prevede la costruzione di una “residenza turistico alberghiero” a quattro stelle, che in realtà si configura come multiproprietà, della volumetria di circa 23.500 metri cubi composto da 125 miniappartamenti di cui 22 di tipo albergo, oltre a due piscine, e altri servizi per una capienza complessiva di oltre 500 persone. L’investimento previsto per la sua realizzazione, secondo la documentazione rilasciata dal ministero competente, è di Euro 15,8 milioni (pari a Lire 30,6 miliardi) di cui Euro 2,6 (Lire 4,6 miliardi), pari al 15% dell’investimento totale, contributo gratuito da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’investimento creerà, sempre secondo la documentazione del Ministero competente, 27 posti di lavoro.
L’ecomostro si articola su due versanti della stretta vallata di Vallesanta con vista sul golfo di Levanto. Sul primo versante sorgeranno tre edifici di grandi dimensioni che si posano su una piastra comune alta tre piani per una lunghezza complessiva di circa 100 metri. A questi si aggiungono due ulteriori edifici sul lato adiacente della vallata collegati da una strada e da un ponte (anche questi ultimi da edificare). Questi secondi edifici misurano circa 60 metri di lunghezza e portano così il complesso a misurare circa 160 metri di lunghezza.
Nel luglio 2002 alcuni residenti hanno presentato al TAR della Liguria un ricorso contro il progetto sollevando 14 profili di illegittimità e violazioni di normative nazionali e regionali in tema ambientale, paesaggistico e urbanistico tra le quali la legge quadro 353 del 21/11/2000 sugli incendi boschivi. Tali profili di illegittimità erano stati presentati sotto forma di osservazioni per ben due volte al Comune di Levanto (tramite atti di opposizione Ex Art 4 C3 LR 24/87) in fase di istruttoria della pratica edilizia ed erano stati respinti dal Comune stesso (l’ultimo in data 22/02/2002). La richiesta di sospensiva presentata il 3 ottobre 2002 al TAR della Liguria sottoscritta anche dalle associazione ambientaliste è stata accolta dal Tribunale Amministrativo che ha stabilito l’udienza di merito per il 9 gennaio 2003.
WWF, Legambiente e Italia Nostra si sono apertamente schierate contro il progetto approvato da Comune di Levanto, Provincia di La Spezia e Regione Liguria e hanno dato il loro appoggio al ricorso presentato al Tar della Liguria.
Il 21 febbraio 2003, il TAR della Liguria ha accolto 10 delle 14 violazioni amministrative presentate nel Ricorso confermando tra l’altro che sui terreni percorsi dal fuoco vige la legge nazionale 353. Nella sentenza il TAR ha annullato le concessioni edilizie che erano starte rilasciate dal Comune di Levanto.
LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LA SPEZIA METTE SOTTO SEQUESTRO IL CANTIERE MULTIPROGRESS
Il 18 novembre 2002 su ordine del procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di La Spezia Rodolfo Attinà, il cantiere di lavoro aperto dalla Multiprogress è stato messo sotto sequestro penale e sigillato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato. La stessa procura della Repubblica ha poi emesso 9 avvisi di garanzia per violazione della legge quadro sugli incendi boschivi 353 del 21/11/2000. Il 27 novembre 2002 il GIP Alessandro Farina ha convalidato il sequestro preventivo disposto dal pm Rodolfo Attinà. Il Tribunale della Libertà di La Spezia ha successivamente respinto il ricorso presentato dalla Multiprogress contro la Procura della Repubblica.
LA CASSAZIONE CONFERMA LA VALIDITA’ DEL PROVVEDIMENTO ADOTTATO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LA SPEZIA
Il 22 marzo 2003 la Cassazione respinge il ricorso presentato dalla Multiprogress. Il 7 luglio 2003 la Corte di Cassazione con sentenza 27799 da le prime interpretazioni pratiche della Legge 353 proprio prendendo in esame il caso Vallesanta. La Suprema Corte ha sancito che anche nel caso in cui gli uffici tecnici dei comuni non hanno realizzato “il catasto” dei boschi dati alle fiamme, così come sancito dalla 353, il divieto di costruire case e palazzi in queste aree rimane in vigore. Osserva, in proposito, la quinta sezione penale della Cassazione che ''la mancata attuazione della ricognizione e della stesura del catasto, non e' una condizione sospensiva dell'efficacia della legge,
A seguito di un intervento dell’amministrazione comunale di Levanto - confermato pubblicamente alla stampa dall’attuale Sindaco di Levanto Maurizio Moggia - viene presentato dal Senatore Grillo (FI ) di La Spezia un emendamento collegato alla finanziaria 2003 che modifica la Legge 353 sugli incendi boschivi depenalizzando, tra le altre cose, il reato.
Nel mese di ottobre 2003 la Multiprogress srl e il Comune di Levanto fanno ricorso in appello al Consiglio di Stato (rispettivamente 10708/2003 e 11036/2003) richiedendo la sospensiva della sentenza del TAR della Liguria del 21/2/2003. Nel corso dell’udienza del 16 dicembre 2004 il Consiglio di Stato non accorda la sospensiva richiesta e il Presidente Elefante invita le parti appellanti a formulare istanza di prelievo, al fine di ottenere la fissazione dell'udienza di merito entro l'estate del 2004.
Il Piano di Bacino approvato dalla Provincia di La Spezia con D.C.P. n. 51/2003 – Ambito 18 – Ghiararo, nelle “aree a suscettività al dissesto elevata (P3)” (in cui è ricompresa la zona di Vallesanta interessata dal progetto) vieta espressamente tutti “gli interventi di nuova costruzione”.
IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO DELLA MULTIPROGRESS E DEL COMUNE DI LEVANTO
A seguito dell’udienza tenutasi il 18 marzo 2005, il Consiglio di Stato ha depositato il giorno 1° luglio 2005 la sentenza (3674/05) con la quale respinge gli appelli del Comune di Levanto e della società Multiprogress ritenendoli “infondati” e confermando così la sentenza del TAR della Liguria del 21 febbraio 2003.