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Savona, lì 14 novembre 2003
Oggetto — Osservazioni alla deliberazione del Consiglio provinciale n° 24 del 10/06/03 di adozione di progetto preliminare del P.T.C. (Piano Territoriale di Coordinamento provinciale)
1 - Premessa
Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Savona, nella versione in discussione, si presenta come uno strumento molto flessibile.
Si limita infatti a suggerire indirizzi operativi con limitatissime prescrizioni ad Amministrazioni che ci sembrano spesso carenti di un chiaro e complessivo programma di politica del territorio e di una ferma volontà di perseguirla.
Queste Associazioni non ritengono che, in tempi in cui l’urbanistica contrattata va per la maggiore ed anche nell’urbanistica di dettaglio la volontà pubblica riveste sempre meno importanza, uno strumento così configurato possa avere reali ricadute sulla realtà del Savonese nei termini che riteniamo positivi: alcune delle proposte di tutela e di sviluppo sostenibile del territorio sarebbero molto interessanti se fossero sostenute da una maggiore forza impositiva nei confronti delle amministrazioni locali.
I principali documenti che costituiscono il corpo del P.T.C. provinciale, in particolare la “Descrizione fondativa” e il “Documento degli obiettivi”, con le diverse analisi in relazione alla conoscenza degli aspetti fisici, naturali, insediativi, paesistici, oltre alla relazione generale ed alla struttura del Piano nel suo insieme; se mostrano una notevole preoccupazione di un’analisi puntuale ed approfondita, la sviluppano prevalentemente in termini descrittivi; non emerge una valutazione critica e propositiva che superi la dimensione meramente tecnica dei dati.
Le scelte di Piano non sono orientate a correggere un’economia turistica disordinata e spesso improduttiva, una richiesta esasperata di risorse al territorio ( vedi la realizzazione di infrastrutture viarie, porti turistici, impianti golfistici), della seconda casa, dell’immissione nel circuito della comunità di iniziative a bassa valenza tecnologica, con elevata produzione di disagio urbano, di degrado del territorio.
L’impianto del P.T.C. entra in contraddizione con i dati di indagine ipotizzando un determinato sviluppo urbanistico, residenziale, di infrastrutture, senza verificarne la compatibilità con le dinamiche del territorio e dell’ambiente.
Si fa riferimento a quei principi di carattere generale che sono alla base delle finalità delle associazioni scriventi:
· lo spazio libero non urbanizzato è fondamentale, perchè è il luogo in cui è possibile recuperare equilibrio;
· il termine “degrado” può indicare elementi fisici quali:
· denudamento di versanti e condizioni di instabilità artificialmente indotte;
· disordine idrogeologico;
· depauperamento delle spiagge;
· discariche abusive;
· mancata tutela delle risorse idriche;
· distruzione degli ecostistemi marini presenti sottocosta;
· mediocre qualità dell’aria;
· disordine della copertura boschiva e sua incendiabilità;
· insediamenti in contrasto con il paesaggio e mancata tutela delle valenze paesistiche, scientifiche, culturali del territorio;
ed elementi umani quali:
· quartieri dormitorio;
· generali condizioni di bassa vivibilità;
· insufficiente offerta di servizi sociali e di infrastrutture.
In particolare:
Il P.T.C. sottovaluta il problema delle risorse idriche anche in considerazione del maggior consumo estivo; non redige un bilancio idrico, nè tutela la risorsa acqua, senza indicare come intervenire sui bacini e sul degrado delle reti di distribuzione.
Non valuta l’impatto delle nuove infrastrutture viarie sulle falde profonde, l’effetto del cuneo salino, l’impatto dei nuovi interventi edilizi e infrastrutturali sull’assorbimento delle precipitazioni meteoriche e di restituzione dell’acqua in forma sorgentizia.
Il Piano provinciale dei rifiuti, cui fa riferimento il P.T.C., non affronta con la necessaria urgenza e in modo definitivo il problema dell’esaurimento delle discariche, della raccolta differenziata, delle discariche abusive.
Il problema della salvaguardia dei litorali e della stabilità delle spiagge è già abbastanza grave, e lo sarà maggiormente in avvenire quando lungo la costa, a partire dall’estremo ponente ligure, si avranno ulteriori strutture che collidono con tale stabilità. E’ quindi quanto meno imprudente prevedere incrementi di inetrventi infrastrutturali o edilizi e quindi di presenze, senza essere garantiti sulla loro sostenibilità complessiva.
Il problema riguarda tutto l’arco ligure e le ricadute di scelte sbagliate supereranno sempre le dimensioni comunali. Chiediamo che venga posto o mantenuto il livello di tipo B su tutte le indicazioni che interessano la tutela dell’ambiente costiero e marino.
E’ opportuno che le progettualità assunte, proposte nelle tavole cartografiche allegate, ma non presenti nel Documento degli obiettivi, siano visionabili.
Le nuove infrastrutture viarie volte a migliorare l’accessibilità ai porti di Savona e Vado, al potenziamento della rete autostradale e provinciale lungo le direttrici Savona – Valbormida - Alessandria e Genova - Savona danno priorità al trasporto su gomma a scapito di quello pubblico/alternativo, in particolare con la realizzazione dell’Aurelia-bis nel tratto Albissola-Savona (M1), dell’Aurelia-bis nel tratto Bergeggi-Finale, del collegamento autostradale Carcare-Predosa (M3).
Sono previsti inoltre un nuovo collegamento stradale alternativo alla ex Strada Statale Aurelia nel tratto Bergeggi-Finale-Borghetto S.S.-Albenga; uno studio di fattibilità per una nuova bretella autostradale nel tratto Alberga-Garessio-Ceva;
4 – I parchi
La perimetrazione dei parchi e delle zone protette non è definita e non garantisce un corretto recepimento da parte delle amministrazioni locali negli strumenti urbanistici comunali. Le Associazioni scriventi chiedono quindi con forza che le perimetrazioni vengano definite con precisione, per impedire arbitri che i comuni possono essere indotti a commettere per una maggiore sensibilità alla pressione di particolari settori di elettorato.
Occorre inoltre costruire in sede provinciale un significato per il sistema delle aree protette e dei sistemi ambientali, per renderle operative per quanto riguarda la salvaguardia dei beni paesistici, estendendo il controllo ai progetti di fruizione turistica.
Non deve essere abbandonato il progetto di parco regionale nell’area del Finalese, così come previsto dalla L.R. 12/95 agli articoli 46 e 5.
E’ opportuno prevedere, per le nuove opere da realizzare in aree protette, i sistemi di ingegneria naturalistica ed ambientale.
5 – Indicazioni puntuali
Il PTC prevede, tra gli altri, i seguenti interventi puntuali:
Si ritiene che gli interventi proposti contrastino con:
- le analisi degli aspetti fisici, naturali, insediativi, paesistici che scaturiscono dalla Descrizione Fondativa del PTC che peraltro evidenzia come il nostro patrimonio naturale provinciale presenti notevoli pregi naturalistico-ambientali, geologici, storico-archeologici, paleontologici, floristico-vegetazionale-faunistico sia tale da “meritare la tutela e la valorizzazione”;
- la presenza di numerose zone del territorio provinciale vincolate da leggi regionali e statali ( aree protette regionali, aree protette provinciali di prossima istituzione, sistemi ambientali, riserve naturali regionali, aree carsiche individuate e tutelate ai sensi della L.R. n.14 del 03/04/1990, aree sottoposte a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D.3267/1923, aree sottoposte a vincolo ambientale imposto dal D.D.M.M. 24-4-1985; vincoli ambientali di competenza della Soprintendenza ai Beni architettonici ed ambientali ex lege 1497/1939, vincoli archeologici ai sensi della legge 1089 del 1/6/1939; ampie porzioni di territorio provinciale interessato da zone boscate, da fiumi e torrenti, da lembi costieri ancora intatti entrambi tutelati dal Dlgs 490/99,art. 146; zone individuate e meritevoli di interesse e di tutela della fauna minore (L.R. 4/92); ambiti di interesse faunistico;
- l’esistenza di Siti di Interesse Comunitario (SIC), SITI BIOITALY.
- L’esistenza di aree CE previste dal PTCP, zone a versanti a dinamica molto alta, dinamica alta, individuate dai piani di bacino
Le Associazioni sottolineano l’importanza della normativa della Regione Liguria (L.R. 30/97) che, introducendo la studio di impatto ambientale nel processo di formazione dei piani provinciali, ha configurato la valutazione preliminare della “sostenibilità ambientale” come elemento portante nella scala di pianificazione alle diverse scale, precisando che i contenuti nello studio dovrebbero trattare gli aspetti contenuti nell’art 4 comma 11 della l.r. 30/97. Tale processo di “valutazione di sostenibilità ambientale” ripreso e precisato dalla L.R. 38/98 (VIA), viene recepito dal PTC provinciale riprendendo anche le direttive (2001/42/CE) del Parlamento e del Consiglio Europeo. Il PTC proponendo due strumenti di indagine (Il Rapporto ambientale e lo Studio di Sostenibilità ambientale), se adottati e attuati, dovrebbero salvaguardare il nostro delicato e già compromesso territorio provinciale da opere infrastrutturali impattanti per motivi ambientali, paesaggistici, idrogeologici, ponendo quale punto fondamentale la protezione del territorio.
Il v. Presidente W.W.F. Sez. Regionale Italia Nostra Sezione di Savona
Guglielmo Jansen Il Presidente
Mauro Dell’Amico
Il Responsabile del Gruppo Speleologico ACLI Anni Verdi
Savonese Il Responsabile
Rinaldo Massucco Davide Caviglia