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WWF Sezione Regionale Liguria
WWF: PONTE SULLO STRETTO, 5 RAGIONI
SENSATE PER OPPORSI
L'associazione nel giorno della manifestazione di Roma chiede al Governo una parola conclusiva per archiviare il progetto e avviare una politica a tutela di un'area pregiata come lo stretto di Messina In difesa dello Stretto di Messina, una parola conclusiva sul ponte: è quello che chiede il WWF Italia al Governo. L'associazione presenta le ragioni per opporsi identificando i 5 aspetti critici che invalidano questo progetto. La prima motivazione nasce dal giudizio negativo espresso da Bruxelles: la Commissione Europea ha messo in mora l'Italia il 19 ottobre 2005 per la mancanza nel progetto della valutazione d'incidenza e di misure atte a tutelare gli habitat. La seconda è di carattere legale. Sono infatti almeno 40 le modifiche sostanziali richieste dal CIPE il primo agosto 2003. La terza ragione è invece di ordine economico. Se il progetto definitivo venisse consegnato le casse pubbliche dovrebbero pagare 66 milioni di euro. Per evitare questa spesa il Governo dovrebbe operare per il recesso immediato con il pagamento delle sole prestazioni sinora effettuate, come consentito dal contratto, della società Concessionaria Stretto di Messina SpA (organismo di diritto pubblico, finanziata al 100% da enti pubblici) dai rapporti con il general contractor Impresilo. Inoltre dovrebbe arrivare dal ministro dell'Economia un atto che svincoli i 1.400 milioni di euro che Fintecna (ex Iri) dovrebbe corrispondere per la ricapitalizzazione di Stretto di Messina SpA. Una cifra che secondo il WWF Italia potrebbe essere impiegata per il potenziamento delle linee ferroviarie siciliane e per la linea ferroviaria tirrenica calabrese e per contribuire all'avanzamento dei cantieri della A3 Salerno-Reggio Calabria e della SS109 Ionica. Un quarto fattore per opporsi al Ponte è di natura ambientale-paesaggistica. Il WWF Italia ricorda che lo Stretto di Messina, dichiarata recentemente Zona di Protezione Speciale dai Peloritani allo specchio di mare davanti a Capo Peloro, in Sicilia, e sulla Costa Viola, in Calabria, è un'area di grandissimo pregio naturalistico e paesaggistico, dove sono state individuati dalla Comunità Europea 11 tra SIC e ZPS, che non merita lo sfregio di un ponte inutile (si calcola che su una struttura costruita per far transitare 100.000 autoveicoli al giorno nell'anno 2032 passeranno solo 18.550 autoveicoli) e costosissimo (a consuntivo il costo minimo è di 6 miliardi di euro). Infine il quinto punto opporsi al Ponte vuol dire anche tutelare la biodiversità. Lo Stretto di Messina costituisce una rotta migratoria per milioni di uccelli appartenenti a oltre 312 specie diverse, ma anche di cetacei e pesci: balenottere, capodogli, tursiopi, stenelle, grampi, globicefali, delfino comune e pesci abissali. Rispetto alla manifestazione di oggi il WWF ricorda che esiste un nutrito fronte di cittadini contrari al Ponte sullo Stretto: tantissime le marce nei comuni interessati dall'opera e perfino un attraversamento dello Stretto con imbarcazioni organizzato dal WWF nel luglio 2005 fino all'ultima traversata a nuoto tra Scilla e Cariddi del Sindaco di Borgone. In allegato: una foto dal satellite dello Stretto di Messina; schede di approfondimento Sic e Zps. Roma, 19 settembre 2006 - Ufficio stampa WWF Italia ....Cosa sono le aree protette dalla UE
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