Fondo Mondiale ONLUS Associazione nazionale per la tutela del
per la Natura Italia patrimonio storico artistico naturale
Vico
Casana 9/3 16231 Genova
Via dei Mille 4 tel.
019.8488670
Telefax: 010.267428 fax.
019.8402069
Telefono: 010.267312
e-mail: italianostra@libero.it
e-mail: liguria@wwf.it
via Colombo 23
Zuccarello (SV)
Via
Martiri della Libertà 23/7
Mondiale
dell’Acqua
e-mail:
lasalab@yahoo.it 16156
Genova
e-mail: lacge@libero.it
Genova, lì 14/04/04
Al Presidente della Regione Liguria
Alla Regione Liguria
Settore Politiche e Programmi Ambientali
Alla
Regione Liguria
Ufficio Valutazione Impatto Ambientale
Alla Regione Liguria
Ufficio Parchi ed Aree Protette
Alla Provincia di Savona Settore
Difesa e Promozione Ambientale
Alla Provincia di Savona
Assessore alla Difesa del Suolo
Alla Provincia di Savona
Ufficio Parchi ed Ecologia
Al Sindaco del Comune di Noli
Alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Liguria
Alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria
All’Università di Genova Dip.Te.Ris
LORO SEDI
Oggetto: previsione realizzazione campo da golf con annessa previsione
turistica e residenziale in Loc. terre Rosse.
Premesso che
recentemente è stata approvata con decreto del Presidente della Giunta regionale (decreto n. 171 del 15/09/03) la variante integrale al Piano Regolatore Generale del Comune di Noli adottata con deliberazione consiliare n. 59 del 25.9.1997. Nella variante è prevista la realizzazione dell’impianto golfistico “Terre Rosse di Noli” e dell’annessa previsione turistica e residenziale per un totale di 33.000 mc., di cui una quota destinata a funzioni residenziali (20.000 mc) ed una destinata a funzioni turistico-ricettive (13.000 mc).
In merito ad una ipotesi progettuale prevista da un S.U.A., si ritiene osservare quanto segue:
la realizzazione di impianti da golf in Liguria, pur dotati delle necessarie edificazioni realmente connesse (club house, alberghi,) non interessano per nulla gli investitori privati, che trovano il loro tornaconto nell'edificazione di seconde case; ecco allora che il campo da golf si rivela per quello che é, un grimaldello per consentire nuove edificazioni in zone pregiate, altrimenti non consentite dagli strumenti pianificatori. Si tratta di una versione, rivista ed aggiornata, di una edificazione del territorio che in passato ha già aggredito pesantemente la nostra Regione; si tratta altresì di una versione peculiare di urbanistica contrattata: in cambio della possibilità di cementificare ed alterare, anche molto pesantemente, il territorio, viene offerto il miraggio di posti di lavoro e di un turismo "verde", pienamente compatibile con il territorio. In realtà si possono porre seri problemi di compatibilità anche per il solo impianto sportivo da golf, senza considerare le costruzioni annesse, in ragione dell'utilizzo di superfici di territorio estese a prato coltivati artificialmente con essenze non locali e con ampio uso di pesticidi e fertilizzanti chimici, con alterazioni geomorfologiche molto pesanti, spreco di risorse idriche (molto preziose per la nostra regione), etc.; questo solo per scorrere alcuni problemi legati alla creazione di questi impianti su un territorio del tutto inadeguato quale quello della nostra Regione.
Il campo da golf necessita di una notevole
mole d'acqua irrigua per mantenere un'adeguata crescita della vegetazione nelle
aree di gioco. Ogni campo da golf, tipo medio, a 18 buche, secondo stime
dell'Associazione Europea del Golf, consuma in media 2.000 metri cubi di acqua
al giorno.
Ovvero ogni 24 ore un percorso si "beve" la stessa quantità d'acqua consumata da
un paese da 8.000-9.000 persone.
L'uso dell'acqua per il golf dunque è
considerata una sorta di lusso insopportabile tra i consumatori.
Un uso ludico, quello dell'innaffiamento per il mantenimento del golf, che
inoltre contraddice il principio di sostenibilita' dell'uso delle risorse
naturali propugnato dall'Agenda 21, il decalogo stilato dalla Conferenza delle
Nazioni Unite svoltasi a Rio De Janeiro nel 1992.
Il campo da golf può anche essere una delle cause di desertificazione o di
peggioramento dello stato del suolo. Per le sue peculiari caratteristiche legate
alla costruzione o alla manutenzione del green, il campo da golf contribuisce al
processo di desertificazione. Infatti, l'abbattimento del manto vegetazionale
esistente,l' eccessivo trattamento chimico del terreno di un campo da golf
possono essere all'origine del processo di desertificazione.
Passeggiando sul prato di un campo da golf
potreste chiedervi con una certo stupore come possa essere così ben tenuto,
pulito e verde. Trovereste a fatica una sola pianta selvatica su ettari di prato
di buon livello. La risposta è semplice: professionisti impiegano una gran
quantità di tempo a mantenere il campo in ordine usando grandi dosi di
pesticidi.
La quantità ed il tipo di pesticida usato dipendono in gran parte dal tipo di
campo, dalle condizioni climatiche, dal tappeto erboso impiegato, dall' ambiente
circostante e dalle norme del paese sui pesticidi e sulle loro applicazioni.
La quantità di antiparassitari impiegati sui campi da golf in genere è maggiore di quello impiegato in agricoltura e negli ultimi anni la discussione sui rischi per i giocatori (che spesso giocano subito dopo l'applicazione degli antiparassitari) e i problemi per l'ambiente sono divenuti sempre più frequenti.
Ciò detto non vorremmo che si interpretassero queste considerazioni come una posizione ideologicamente contraria dell'Associazione verso il golf come sport in sé; tutt'altro: si tratta semplicemente di individuare criteri di compatibilità, o meglio di sostenibilità, per l'utilizzo del territorio. Dal nostro punto di vista non sono certo sostenibili impianti progettati in Liguria come quelli di Cogoleto ed Albisola Superiore, o per gli altri previsti dal documento sui “Criteri di ammissibilità e localizzazione per nuovi campi da golf in Liguria”, approvato dal Consiglio Regionale in data 17.6.1997.
In merito alla prevista realizzazione in Comune di Noli, costatato che:
per quanto concerne la compatibilità di tale previsione con la natura carsica delle aree presenti sull’altopianio nonché con riferimento alle criticità geologiche tali interventi non possono essere compatibili con le caratteristiche del Sito di interesse Comunitario identificato in zona.
Tenendo conto che
la competente struttura regionale ha segnalato che tale area, in quanto individuata come “IBA” (important birds area) potrebbe essere designata quale ZPS accentuando la sua importanza dal punto di vista naturalistico e rendendo quindi ancora più necessarie misure di tutela nella stessa.
Relativamente alle previsioni volumetriche ed alle dimensioni dell’ impianto (il PRG nella versione adottata prevedeva una volumetria totale di 26.600 mc. di cui 16.100 mc. residenziali e 10.500 mc. turistico-ricettivi elevati a 33.000 mc. in sede di accoglimento delle osservazioni al Piano) successivamente a fronte di una riduzione del numero delle buche da 18 a 9, si affermava invece un aumento della volumetria edilizia di previsione pari a 33.000 mc. (di cui 20.000 mc. a destinazione residenziale e almeno 13.000 mc. a destinazione turistico-ricettiva oltre ai servizi ad essa connessi ed ai parcheggi interrati o ricavati nel volume derivato dalla sistemazione dei fronti di cava peraltro ad oggi non quantificati). Nell’ istruttoria svolta si era evidenziata la necessità che in sede di controdeduzioni la C.A.,al fine di superare le perplessità sopra esposte, integrasse la disciplina di zona, o in alternativa adottasse il previsto S.U.A. Si evidenzia invece un generale rinvio alla elaborazione del prescritto S.U.A. anche al fine della verifica degli effetti della previsione di progetto sul paesaggio circostante (le trasformazioni che si verificheranno sull’ecologia di tale area anche in seguito alle derivazioni idriche che verranno effettuate al fine di garantire l’adeguato afflusso di acqua necessaria al mantenimento del fiume).
Si evidenzia inoltre che la disciplina di zona, come riformulata, sembra poter prevedere oltre ai 33.000 mc di cui sopra, sotto la voce “servizi connessi nonché parcheggi interrati o ricavati nel volume tecnico derivato da operazioni di sistemazioni dei fronti di cava” ulteriori volumi aggiuntivi, non quantificati né quantificabili.
Attualmente l’area inserita nella variante del P.R.G. di Noli è sottoposta:
- a vincoli ambientali imposti dal Dlgs 490/99 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali);
- a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D.3267/1923
- la zona si trova all’interno dell’area carsica SV 31 “Capo Noli – Manie – Val Ponci” tutelata ai sensi della L.R. n.14 del 03/04/1990 (eccetto area TRZ); e di conseguenza soggetta ad un regime di tutela per la complessità e le specifiche peculiarità naturali ed ambientali che la contraddistinguono. L’area carsica inserita nell’Altopiano delle Manie assume un ruolo fondamentale sotto l’aspetto idrogeologico configurandosi come un insostituibile bacino di ricarica di buona parte delle falde idriche che interessano sia il finalese in generale, pertanto anche il Comune di Noli, sia altri bacini contigui posti a nord e riguardanti anche altri comuni. Infatti si tratta di un delicato sistema naturale anche sotto l’aspetto vegetazione e faunistico fortemente vulnerabile che necessita della massima attenzione.
- l’area è ricompresa nel reticolo idrografico del RIO RUMINELLA, iscritto negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, tutelato dal Dlgs 490/99.
Considerando che buona parte delle risorse idriche che servono il Comune di Noli, deriverebbero dalle aree sommitali delle Manie, non bisogna trascurare che tale impianto golfistico comporterebbe rischi sotto il profilo quantitativo, qualitativo delle falde idriche presenti.
- l’area si trova all’interno di un Sito di Interesse Comunitario (pS.I.C.) Codice IT1323201;
- sono presenti aree classificate come ANI-CE, Aree Non Insediate - Regime normativo di Conservazione dall’assetto insediativo del PTCP. Tale regime si applica nelle parti dei territorio di elevato valore naturalistico-ambientale e non interessate, o interessate in forme dei tutto marginali e sporadiche, dalla presenza di insediamenti stabili, nelle quali qualunque pur modesta alterazione dell'assetto attuale può compromettere la funzione paesistica e la peculiare qualità dei luoghi.Tale normativa prevede che per tali zone non sia consentito costruire nuovi edifici, aprire nuove strade e modificare le caratteristiche tipologiche dimensionali e di tracciato di quelle esistenti, nonché eseguire opere che alterino in misura paesaggisticamente percepibile la morfologia dei luoghi;
- l’area ricade nella prevista istituzione del Parco Regionale del Finalese ai sensi della L.R. 12/95;
- l’area ricade nell’istituenda area protetta provinciale ( cod. VII-PR-FI) del Finalese;
- In merito agli insediamenti edilizi previsti nell’area sita in località Fornaci, classificata TRZ dall’assetto insediativo del P.T.C.P., il Piano di Bacino individua parte della zona ad ALTA SUSCETIBILITA’ AL DISSESTO tale da essere classificata a rischio di frana di tipo R3, e quindi tali interventi edilizi non possono essere realizzabili per il rischio di dissesto idrogeologico ed ambientale che ne concerne.
- Nella zona è presente un sito di fauna minore individuato quale area meritevole di tutela ai sensi della L.R. 04/92 da uno studio effettuato dall’Università di Genova in attuazione di quanto previsto dalla Convenzione di Berna del 1979 e dalla L.503/81.
Inoltre si ritiene osservare che
-dal documento redatto tra le Strutture regionali del Dipartimento Pianificazione Territoriale e Urbanistica e la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici “CRITERI PER LA CORRETTA INTERPRETAZIONE E APPLICAZIONE DELLE NORME DEL PTCP” emerge che per le Aree sottoposte a Regime di Conservazione - (ANI-CE) del PTCP tale intervento non risulterebbe assentibile in quanto lo stesso PTCP prevede che vengano mantenuti inalterati i caratteri della zona…Dal presente documento si evince che in presenza di tali classificazioni, l'obiettivo viene fissato nell'inalterabilità della situazione in atto tanto che una modesta alterazione viene avvertita come una grave compromissione ”;
-da la Convenzione Europea del Paesaggio
firmata degli Stati membri del Consiglio d'Europa il 20 ottobre 2000, a Firenze,
e l'Accordo Stato-Regioni (Accordo tra il Ministero per i beni e le
attività culturali e le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio, del 19 aprile 2001)
i quali riconoscono che il PAESAGGIO ha un importante ruolo culturale,
ecologico, ambientale, economico e costituisce una RISORSA economica
e occupazionale; la TUTELA del PAESAGGIO comporta il perseguimento
di obiettivi di sviluppo sostenibile, basato su equilibrate relazioni
uomo ambiente. Il paesaggio è visto sotto entrambi gli aspetti naturale e
culturale e ne viene riconosciuto l'importante ruolo di interesse pubblico dal
punto di vista culturale, ecologico, ambientale e sociale in quanto risorsa
favorevole all'attività economica, la cui protezione, gestione e pianificazione
contribuisce anche alla creazione di posti di lavoro.
- Il 4 Dicembre 2001 è stato sottoscritto dalla Provincia di Savona con i Sindaci dei Comuni interessati (tra questi il Comune di Noli), i Presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia e della Comunità Montana del Pollupice; un Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione del Sistema Ambientale del Finalese che evidenzia insieme ad altre aree come la zona per la sua rilevanza naturalistico-culturale e turistico è da considerarsi per le sue caratteristiche di pregio ambientale meritevole di salvaguardia e valorizzazione.
- il progetto, se attuato, comporterebbe rilevanti sacrifici di aree boscate e prati, comprese alcune aree di particolare valore naturalistico per la presenza di biocenosi pregiate dell'ambiente carsico.
Alla luce di ciò
le scriventi Associazioni invitano a non concedere nessuna autorizzazione e/o concessione edilizia che preveda la realizzazione di un impianto golfistico con annesse volumetrie edilizie in località Fornaci e sull’altopiano delle Manie.
Fiduciosi nell’accoglimento della presente richiesta, porgiamo distinti saluti.
Il v. Presidente del WWF Liguria
Guglielmo Jansen
Il Presidente della Sezione di Savona di Italia Nostra
Mauro Dell’Amico
LASA Laboratorio di Antropologia
Storica e Sociale delle
Alpi Marittime
Danilo Bruno
LAC Lega Anti Caccia
Delegazione Ligure
Augusto Atturo
Comitato Territoriale Savonese
per il Contratto Mondiale sull’Acqua